Serie A, arriva il “salvagente” per i club in crisi. Accordo per dilazionare gli stipendi. Come funziona?

Di Francesco Paolo Traisci. Una boccata d’ossigeno per i club di serie A (ma anche di B e di LegaPro)! Il Consiglio federale del 29 gennaio si è adeguato approvando la possibilità di ritardare il pagamento degli stipendi dei calciatori.

Una boccata d’ossigeno per i club di serie A (ma anche di B e di LegaPro)! Come tutti ormai sanno e come abbiamo scritto più volte a causa dell’emergenza COVID, con stadi vuoti e fuga degli sponsor, quest’ultima non solo per l’emergenza sanitaria, ma per evidenti problemi contingenziali e per divieti normativi (più volte è stato tirato in ballo il decreto dignità con il divieto di sponsorizzazioni sportive per le società di scommesse), i nostri club sono in crisi di liquidità, non soltanto a come ricavi da portare in bilancio a fine anno, ma anche a corto termine, per fare fronte agli stipendi mensili. E, questo è un problema, perché chi non paga regolarmente gli stipendi subisce sanzioni, ossia multe in prima battuta e poi anche punti di penalizzazione. 

Stipendi dilazionati: cosa succede?

Proprio per questo tutti si aspettavano un intervento del Consiglio Federale che concedesse una proroga, determinando un termine più lungo prima di far scattare la sanzione. Già in passato era intervenuto per allentare la pressione, consentendo di raggruppare le mensilità e facendo scattare la sanzione dopo un mese e mezzo dal termine dell’ultima delle tre mensilità oggetto di calcolo. Per fare un esempio, attualmente sono correnti le mensilità di ottobre, novembre e dicembre, che, in base all’attuale normativa, possono essere pagate fino al 16 febbraio.  Ed il Consiglio federale del 29 gennaio si è adeguato approvando, proprio ai tempi supplementari, la possibilità di ritardare il pagamento degli stipendi dei calciatori. Ma non lo ha fatto direttamente: il termine per pagamento delle 3 correnti mensilità rimane quello del 16 febbraio, anche se saranno possibili accordi individuali tra i club e i calciatori per posticipare i versamenti. “Tenuto conto del protrarsi della grave crisi economica dovuta alla diffusione del Covid-19, il Consiglio ha inoltre approvato, come già fatto in passato, la postposizione del termine ultimo per i controlli sul pagamento degli emolumenti: dal 16 febbraio al 31 maggio per le società di serie A in presenza di accordi con i tesserati da sottoscrivere in sede protetta entro il 16 febbraio 2021 (per le mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2020)”, si legge nella nota della Federcalcio. E lo stesso, in base a quanto si legge sempre nel comunicato, avverrà per le società di B e Lega Pro (per le mensilità di novembre e dicembre 2020) in presenza di accordi con i tesserati da sottoscrivere in sede protetta entro il 16 febbraio 2021.

Si tratta di accordi privati però…

Quindi le squadre che non riuscissero a trovare la liquidità necessaria per pagare in tempo gli emolumenti ai propri tesserati potranno trovare un accordo per posticiparne la corresponsione, mettendosi a tavolino con i propri giocatori, ma prima della scadenza. In realtà, però, per ammissione dello stesso presidente Gravina, la Federazione si è limitata a sdoganare la possibilità di accordi privati fra i club ed i propri tesserati. E, data la prossimità della scadenza, si tratterà di casi marginali. Secondo quanto dichiarato, molti club hanno infatti già effettuato almeno una parte dei pagamenti. “Il mondo del calcio ha dimostrato ancora una volta grande senso di responsabilità. L’80% delle società di Serie A e una buona percentuale di club di Serie B e C hanno provveduto al pagamento degli emolumenti, alcune società hanno già pagato anche gli stipendi di gennaio. Oggi abbiamo solo preso atto della possibilità di prorogare, in presenza di un accordo tra club e tesserati, i pagamenti che comunque dovranno essere regolarizzati entro il 31 maggio”, ha sottolineato lo stesso numero 1 di via Allegri. Una presa d’atto che però potrà servire, in caso di perdurare della crisi, come precedente importante per consentire la sopravvivenza del nostro calcio che conta!

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