Fondi, diritti TV e Superlega: la Lega di Serie A è spaccata su tutto

Di Francesco Paolo Traisci. In Lega si continua a litigare. Su fondi e diritti Tv, due temi peraltro intimamente collegati. E la Serie A si è spezzata in due, con momenti di tensione anche forte.

In Lega si continua a litigare. Su fondi e diritti Tv, due temi peraltro intimamente collegati. La Serie A si è spezzata in due, con momenti di tensione anche forte. La brutta figura di uno scontro fisico fra Campoccia e Preziosi testimonia pienamente il clima che ormai è diventato irrespirabile, anche se tutti cercano di minimizzare. In ballo c’è il futuro, anche prossimo, del nostro calcio di élite, la sua sostenibilità economica, dipendente sempre di più da una accorta commercializzazione dei diritti audiovisivi. Qualche tempo fa la soluzione pareva a portata di mano, ma non è affatto così!

Il nodo media company

Si litiga sulla media company, che già sembrava cosa fatta quando qualche mese fa i presidenti di Serie A decisero in modo quasi compatto di accettare l’offerta economica della cordata dei tre fondi CVC-Advent-Fsi. Sembrava fatta, con l’unica opposizione del Presidente della Lazio furioso ed arroccato su posizioni isolate. Sembrava fatta, perché mancava solo qualche dettaglio che ai più sembrava rapidamente superabile. Ed invece…

L’ombra della Superlega

È accaduto quello che i pochi a predicare la cautela avevano previsto: una bocciatura della road map che rimette tutto in discussione. All’origine di tutto pare ci sarebbe l’ombra della Superlega che porterebbe i club più blasonati, Juve in testa, a smarcarsi dall’impegno di una Serie A di vertice, per concentrare le risorse sulla neonata Superchampions, una sorta di campionato europeo parallelo riservato alle squadre di grande blasone ed appeal mediatico, a prescindere dai risultati sportivi ottenuti nella stagione precedente. E lasciando gli altri a raccogliere i cocci di un campionato di impatto fortemente sminuito anche per quanto riguarda il valore dei diritti audiovisivi. Ed ai fondi questo non starebbe certo bene. Tanto che vorrebbero inserire una clausola di responsabilità.

Chi paga se le big mollano?

Ma chi pagherebbe in caso di fuga delle big? Ci sarebbe una responsabilità collettiva di tutta la Lega o solo di chi se ne va? Proprio su questo si sta litigando. Lo ha spiegato bene il Presidente del Torino, Urbano Cairo, avallando la logica della responsabilità individuale: “Il problema sono anche le garanzie nel momento in cui qualcuno facesse qualcosa che va a contravvenire gli impegni: se poi questi impegni non li mantieni, è evidente che la responsabilità è personale quindi societaria e non collettiva”. Una minaccia per Juve ed Inter, tanto da spiegare il loro repentino cambio di schieramento nella vicenda sui fondi: i due club (ed alcuni loro alleati) hanno fatto un passo indietro, andando ad ampliare il fronte dei contrari di cui fin da subito hanno fatto parte la Lazio di Lotito e il Napoli di De Laurentiis.

Situazione di stallo

E c’era pure chi addirittura sperava di chiudere prima dell’inizio della procedura di assegnazione dei diritti audiovisivi per il prossimo triennio. Pia illusione… Adesso pare esserci una situazione di stallo, in cui si deve decidere se andare avanti o bloccare tutto. E con quasi tutte le big contrarie, c’è chi pronostica che il progetto media company con i fondi sarà presto accantonato. E qualcuno che ha chiesto tempo per approfondire la questione, ma in realtà per aspettare un chiarimento sulla seconda vicenda oggetto di conflitto. Quella dell’assegnazione dei diritti per il prossimo triennio che potrebbe portare a risultati insperati senza dover cedere il proprio potere vincolandosi per il futuro alle scelte dei fondi, quando si potrebbe comunque contare su cifre rilevanti dalle emittenti.

La procedura per il nuovo triennio è iniziata

Sì, perché nelle incertezze delle vicende della media company la procedura per il prossimo triennio è comunque iniziata, con le vecchie dinamiche, nascendo come il piano B per salvare la cassa, ma sta portando risultati per qualcuno sorprendentemente positivi. Perché, pur essendo iniziata l’asta a cifre più basse rispetto alle speranze, si è innescata una competizione fra i due ex soci Sky e DAZN e si sono formati due schieramenti relativamente alle offerte pervenute. Da una parte alcuni presidenti che vorrebbero rimanere con Sky che dopo un’iniziale offerta superata da quella concorrente di DAZN, ha rilanciato mischiando un po’ le carte e inserendo nell’offerta anche l’immediato pagamento di quanto il Tribunale di Milano gli ha ingiunto di pagare in relazione alla vicenda giudiziaria relativa al mancato pagamento dell’ultima tranche dell’anno passato. Dall’altra un altro gruppo altrettanto nutrito di chi sta con DAZN ,che ha sostenuto la tardività del rilancio di Sky e la minore convenienza economica della stessa in quanto, per superare quella di DAZN, Sky avrebbe inserito una somma che già dovrebbe essere nelle casse della Lega. Anche in questo caso, un muro contro muro che sta portando ad una situazione di stallo, anche perché se qualcuno spera di salvare in extremis l’operazione con i fondi, con una parte del miliardo e 700 milioni dell’offerta complessiva che contava già avere in tasca e gli altri sono divisi su quale offerta accettare, sperando che l’asta continui con ulteriori rilanci.

Lega spaccata anche sulla votazione

E così dopo le presentazioni delle strategie da parte di Sky e Dazn, la richiesta fatta dal presidente di Lega Paolo Dal Pino è stata quella di votare se proseguire con la votazione sulle offerte relative ai diritti tv o rinviare nuovamente la decisione: 10 club volevano procedere subito (Juventus, Milan, Inter, Napoli, Fiorentina, Atalanta, Lazio, Cagliari, Udinese e Verona), mentre le altre 10 (Roma, Torino, Bologna, Sassuolo, Parma, Genoa, Sampdoria, Benevento, Crotone e Spezia) hanno bloccato il voto nella speranza che si possa ancora riaprire la partita con i fondi. E questo proprio nella speranza di chiudere sia la partita sui diritti tv che quella coi fondi, per garantirsi una duplice fonte di guadagno soprattutto per chi magari fa avanti e indietro con la Serie B. Che fare? Aspettare la definizione della trattativa con i fondi o cercare di stimolare ulteriori rilanci per l’aggiudicazione dei diritti per il prossimo triennio, questo è il dilemma!

In ogni caso aspettare e sperare… E litigare su cosa aspettare… e su che cosa sperare! Sperare in un ammorbidimento dei fondi sulla questione delle garanzie in caso di Superlega? O in un rilancio dei concorrenti Sky e DAZN sui diritti audiovisivi per il triennio prossimo?  Chissà? Difficili entrambe le cose, secondo i pronostici. E se fossero gli altri (i fondi o i due concorrenti) a stancarsi di aspettare? Sarebbe un bel guaio!

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy