Lo spettro della Superlega: il progetto, le possibili conseguenze e le contromosse di UEFA e FIFA

Di Francesco Paolo Traisci. Aleggia nell’aria pesante lo spettro della Superlega, un campionato fra le grandi e blasonate d’Europa che toglierebbe energie, denaro e risorse ai campionati nazionali ed alle competizioni ufficiali della UEFA. Una possibilità che spaventa molti…

Aleggia nell’aria pesante lo spettro della Superlega, un campionato fra le grandi e blasonate d’Europa che toglierebbe energie, denaro e risorse ai campionati nazionali ed alle competizioni ufficiali della UEFA.  È da tempo che l’ECA sta studiando una formula che consenta ai grandi club europei di scontrarsi fra loro in un campionato a parte, riservato ai grandi nomi. Niente o poco merito sportivo attuale per entrare a far parte delle elette: solo inviti grazie ad un blasone storico pesante. Solo sfide al vertice, per la gioia degli spettatori. Un campionato globale per un calcio sempre più delocalizzato. Il futuro del calcio sarà sempre meno in presenza (leggasi stadio) e sempre più da remoto (ossia in streaming, televisivo o internet, sul tablet, telefonino o PC). E le sfide di cartello che attirano spettatori in tutto il mondo (e non solo in Europa). Con buona pace del merito, ossia di chi si è guadagnato la qualificazione sul campo, piazzandosi fra le prime del proprio campionato. E così, le competizioni europee ufficiali ne soffrirebbero e a cascata gli stessi campionati nazionali. 

Le conseguenze di una Superlega sui campionati nazionali

Si perché questa Superlega inevitabilmente assorbirebbe molte delle risorse delle partecipanti anche rispetto ai campionati nazionali che, forse continuerebbero a garantire i posti nelle competizioni europee, ma vedrebbero inevitabilmente una partecipazione in tono minore dei grandi club, che dovendo scegliere la formazione migliore da mandare in campo in due (o tre, se dovessero partecipare anche alle competizioni europee ufficiali) gare ravvicinate, con grande probabilità privilegerebbero la Superlega.  Sempre che l’UEFA non dia seguito alle minacce di sanzioni per i club che dovessero partecipare alla Superlega, escludendole dalle sue competizioni e, tramite le singole Federazioni nazionali, dai rispettivi campionati nazionali.  Si spaccherebbe tutto! Con conseguenze nefaste per tutti. A cominciare dai campionati nazionali.

La Serie A e la clausola anti Superlega

Immaginate una serie A senza Inter, Milan e Juve o con un’Inter B, una Juve B ed un Milan B che scendono in campo quando le date del campionato dovessero coincidere con quelle della Superlega. Non farebbe certo contente le avversarie sia per i mancati incassi nelle sfide dirette sia per i proventi dei diritti audiovisivi. Proprio il rischio che il nostro campionato venga disertato (o affrontato in tono minore) dalle big pare stia rallentando la tabella di marcia per la costituzione della media company della Lega, malgrado le smentite da parte del Presidente Dal Pino. In sede di contrattazione i fondi vorrebbero inserire una clausola che li tuteli contro tale rischio: pagare meno o non pagare per niente se il campionato dovesse perdere qualcuno dei suoi protagonisti. E minacciano addirittura di mandare a monte l’intero affare! Ma, evidentemente, le stesse Juve, Inter e Milan non sarebbero certo d’accordo, perché vogliono avere le mani libere di scegliere a quali competizioni partecipare e non sarebbero d’accordo nemmeno tutte le altre che accetterebbero il rischio di vedersi diminuiti le loro entrate mettendosi nelle mani delle scelte dei tre club di elite.

In tutto questo l’UEFA (ed alle sue spalle la FIFA) cercano una mediazione per evitare la scissione. Un nuovo format per le competizioni europee che preveda un maggior numero di sfide di cartello per fare contenti i grandi club dell’ECA.  In questo senso vanno tutte le proposte di modifica della Champions, per salvare la Champions League ma anche i campionati nazionali. Riusciranno i nostri a trovare la formula magica, con un nuovo format che faccia contenti tutti? 

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