La governance della media company: la Lega ha espresso i suoi membri, ora tocca ai fondi scegliere il CEO…

Di Francesco Paolo Traisci. L’operazione media company va avanti: la Lega di Serie A ha espresso i suoi sei membri per il CDA, ora tocca ai fondi decidere chi sarà il CEO. I nomi in ballo sono parecchi. E nel frattempo entra nel vivo la gestione dei diritti audiovisivi del prossimo triennio…

Tempi duri per i club di Serie A. È vero che le elezioni del 21 hanno confermato Paolo Dal Pino alla Presidenza, ma solo al secondo turno e senza quella maggioranza plebiscitaria che si attendeva. Si era infatti formato un fronte ampio di dissidenti intorno al patron della Lazio Lotito, che in precedenza lo aveva fortemente voluto, ma con il quale era calato il gelo dopo le vicende della Media Company, fortemente voluta da Dal Pino ed osteggiata da Lotito. Contro l’attuale presidente hanno votato anche Udinese, Atalanta, Hellas Verona, Napoli e Fiorentina e la sua candidatura è passata con soli 14 voti, tanto che l’attuale Presidente si era preso tempo per riflettere. Meglio è andata all’AD De Siervo, passato già al primo turno con 15 consensi, come lo scorso anno. Scintille fra il DS viola Barone e Andrea Agnelli, per via di un sorteggio e sono quasi venuti alle mani. Niente di nuovo, come sostiene Repubblica, ma certo l’armonia non regna!

Ora tocca ai fondi

Dopo aver sistemato le cariche in Lega ecco quelle nella Media Company ormai in dirittura di arrivo. La Lega ha già espresso i suoi sei membri per il CDA (Agnelli, De Laurentiis, Campoccia, Fienga e Fenucci e la settimana prossima ci sarà il ballottaggio fra Vidal e Carnevali) ed il Presidente sarà lo stesso Dal Pino, che ha voluto il progetto e ci crede fortemente. Ora tocca ai fondi, cui spetta la scelta del CEO. Per questa figura chiave la cordata di fondi si è rivolta ad uno dei più importanti cacciatori di teste del panorama mondiale che sta sondando il mercato. Si cercano profili di altissimo livello e qualcuno fa addirittura il nome di un supermanager come Flavio Cattaneo (ex Rai, ora Ntv). Ma è poco probabile che possa accettare. In piena corsa sarebbero anche Marco Patuano (n.1 del Gruppo A2A e per molti anni ad di Telecom) e Fedele Usai (ex Fca). Fuori Andrea Zappia (Sky), mentre risale posizioni lo spagnolo Xavier Tebas (stimato anche da Urbano Cairo). Ed è saltato fuori anche il nome dell’attuale ad della Bundesliga, Christian Seifert, che proprio a giugno concluderà il suo mandato in Germania.

Le tempistiche dell’accordo

Nel frattempo in Lega si deve decidere sulla tempistica delle ultime fasi dell’operazione. L’assemblea inizialmente convocata per il 27 gennaio è stata spostata al 4 febbraio, e sarà una tappa cruciale, il via libera (a meno di ulteriori tranelli…) a qualcosa di rivoluzionario. È stata convocata infatti per le 11,30 “in via di urgenza” un’assemblea, “esclusivamente in videoconferenza per l’approvazione del term sheet con il consorzio Cvd-Advent-Fsi e delibere conseguenti”. E, con una formula criptica nell’ordine del giorno, anche come distribuirsi il gruzzoletto che i fondi di investimento hanno messo sul piatto per la loro quota di Newco. Il tutto in una corsa fino a maggio-giugno quando verrà firmato l’accordo definitivo. Solo allora sarà pronta la nuova società che curerà la parte commerciale, il marketing, i diritti di immagine della Lega, a cominciare dai diritti tv, accanto alla “vecchia” Lega che continuerà ad occuparsi della questione sportiva.

I diritti per il prossimo triennio

Nel frattempo però è entrata nel vivo la gestione dei diritti audiovisivi per il prossimo triennio. Per quanto riguarda quelli esteri è in corso una trattativa privata: hanno manifestato il loro interesse 14 intermediari e 35 broadcasters, e questo è un buon segno. Ma senza arrivare alle cifre attese. Adesso i diritti esteri, tutto compreso (scommesse, eccetera) valgono circa 370 milioni: la speranza è di arrivare intorno a quota 300, anche perché in molte zone del mondo il calcio non è uno sport che fa audience. Non è semplice, di questi tempi, però portare avanti le trattative: Dal Pino e De Siervo volevano andare a Dubai, ma non è stato possibile. Per questo la Lega spera che vada meglio coi diritti domestici: l’obiettivo è di portare a casa 1.150 milioni per il prossimo triennio, a fronte agli attuali 973 milioni (780 Sky, 193 Dazn). Molti speravano nell’offerta di Amazon ma all’apertura delle buste non è stata trovata nessuna offerta. Il perché lo ha spiegato lo stesso De Siervo, al termine dell’assemblea dei club, confermando che il colosso di Jeff Bezos non ha presentato offerte per i diritti tv del campionato 2021-24. “Diritti tv? Non è successo nulla che non avessi previsto, sapevamo che Amazon aveva chiesto un pacchetto sul modello del campionato inglese (per le prime tre giornate ndr), che avrebbe stravolto la nostra strategia”. “Abbiamo ritenuto di non dover modificare il nostro approccio al mercato: se è vero che è cool lavorare con certi operatori, non è giusto che i tifosi debbano abbonarsi a una piattaforma in più per poche giornate. Si sono aperte oggi le buste per il bando che è stato definito ‘matrioska’, in un unico modello venivano presentate le offerte per 4 modelli differenti – ha spiegato in videoconferenza – i primi due erano rivolti agli operatori della comunicazione, il terzo agli intermediari indipendenti e il quarto destinato alla ricerca di un partner per la produzione e distribuzione di un canale tematico”. Ora via alle trattative private in attesa delle offerte vere. E speriamo siano corrispondenti alle aspettative, perché sempre di più, il nostro calcio ha bisogno dei soldi dei diritti audiovisivi.

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