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Wijnaldum: “I tifosi di Anfield soddisfatti. Quelli sui social non mi facevano sentire apprezzato”

LONDON, ENGLAND - SEPTEMBER 20: Jurgen Klopp, Manager of Liverpool and Georginio Wijnaldum of Liverpool celebrate following their team's victory in the Premier League match between Chelsea and Liverpool at Stamford Bridge on September 20, 2020 in London, England. (Photo by Michael Regan/Getty Images)

L'ex centrocampista del Liverpool Georginio Wijnaldum  ha lasciato con serenità e fra gli applausi il Merseyside, anche se, per sua stessa ammissione, non sempre ci ha vissuto benissimo.

Redazione Il Posticipo

L'ex centrocampista del Liverpool Georginio Wijnaldum  ha lasciato con serenità e fra gli applausi il Merseyside, anche se, per sua stessa ammissione, non sempre ci ha vissuto benissimo. Come riportato dalla BBC, il centrocampista olandese ha attraversato momenti particolarmente complicati in cui non si è sentito a suo agio.

DIFFICILE- Il 30enne nazionale olandese si è trasferito al Paris St-Germain a parametro zero dopo la scadenza del suo contratto. Si era unito ai Reds per 25 milioni di sterline, versate nelle casse del Newcastle United nel 2016. Da allora una lunga storia arricchita di grandi successi. 237 presenze, il ritorno alla vittoria in Premier League dopo 30 anni e una Champions League. Eppure non sempre è stato tutto rose e fiori. "C'è stato un momento in cui non mi sono sentito amato e apprezzato. Non dai miei compagni di squadra, sia chiaro. E neanche dalle persone che frequentavano abitualmente Melwood". Le critiche sono piovute lontano dal campo di allenamento del Liverpool. Del resto l'ultima partita di Wijnaldum per il Liverpool contro il Crystal Palace è del tutto lontana dall'idea che fosse un calciatore sopportato. È stato applaudito dal pubblico e accompagnato nella sua ultima uscita dai compagni di squadra con tanto di picchetto d'onore.

SOCIAL - Il problema era... virtuale. Nel senso che affondava le radici nei social. "Ogni volta che una partita finiva con un risultato negativo ero sempre il giocatore a cui davano la colpa. Nonostante ogni giorno in allenamento e in partita abbia dato tutto quello che avevo per aiutare la squadra a vincere, ero il capro espiatorio. Mi dispiaceva e volevo anche lasciare. Però il Liverpool ha significato tanto per me. E poi non sarebbe stato giusto ne confronti di chi  mi ha sempre sostenuto allo stadio. Ad Anfield  mi hanno sempre sostenuto. E quando quando i tifosi sono tornati ad  assistere alle partite, sapendo già che stavo per partire, mi hanno comunque sostenuto e, alla fine, mi hanno riservato un grande tributo. Ho avuto la forte sensazione che i tifosi allo stadio e i tifosi sui social media appartenessero a due categorie differenti"