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Provedel sincero: “Lo Spezia non era una squadra, poi qualcosa è cambiato. Nazionale? Io ci spero…”

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Il portiere dello Spezia traccia un parziale bilancio della stagione.

Redazione Il Posticipo

Ivan Provedel vive un momento magico. Eroe della vittoria a San Siro, ultimamente molto meno battuto del solito, il portiere dello Spezia sogna addirittura la convocazione in Nazionale. Ospite di "Voglia di Spezia", trasmissione di Teleliguriasud, il portiere ha affrontato, anche con sincerità, diversi argomenti. Le sue parole sono riprese da acspezianews.

PROBLEMI - La squadra di Thiago Motta si è tirata fuori alla grande da un periodo complicato. "C'era un percorso da compiere. All'inizio della stagione abbiamo avuto grandi problemi. C'era un allenatore nuovo, tanti innesti. Dovevamo diventare squadra e non ci siamo riusciti sin da subito. Ci è servito del tempo e anche per permettere ai nuovi arrivati che si affacciavano per la prima volta in serie A di assorbire l'impatto con la categoria. Si sono commessi tanti errori, ne abbiamo preso consapevolezza e non li ripetiamo e lavoriamo per farne il meno possibile. Questa è l'unica strada percorribile verso la salvezza"

MOTTA - Curioso anche il destino di Thiago Motta. Praticamente esonerato, poi ha spiccato il volo. "Il periodo fra novembre e la fine di dicembre è stato caratterizzato da grandi difficoltà. Evidentemente la squadra non è riuscita a esprimersi al massimo delle sue possibilità. La partita della svolta è stata senza dubbio quella di Napoli, quando siamo scesi in campo con la testa libera, ottenendo un risultato molto importante. La vittoria contro il Genoa invece ci ha dato la consapevolezza".

PROSPETTIVE - Spazio anche per parlare di sogni e prospettive. "A Spezia mi sono trovato benissimo. Sono rinato come calciatore dopo alcuni momenti difficili. Sono ambizioso ma credo che sia giusto concentrarmi sul presente".  Si è parlato anche di Nazionale. Una suggestione, più che una voce, ma Mancini ha dimostrato che le porte sono aperte per tutti. "Sinceramente non ci ho mai pensato, l'ho sempre considerata come qualcosa di molto lontano. Anche perché c'era ben altro su cui rimanere concentrati. La classifica ora si è messa benino ma non è mai stata davvero tranquilla. Sarebbe stato bello partecipare a uno stage, un bel regalo, ma non posso neanche dire di esserci rimast male. Anzi, solo il fatto che quacuno abbia pensaro di associare il mio nome all'azzurro mi riempie d'orgoglio.