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Portogallo, le raccomandazioni di Fernando Santos: “Ok essere liberi e creativi, ma non anarchici”

Portogallo, le raccomandazioni di Fernando Santos: “Ok essere liberi e creativi, ma non anarchici” - immagine 1
L'Uruguay non fa meno paura, nonostante siano passati quattro anni.

Redazione Il Posticipo

Il Portogallo è in testa al girone e può già chiudere il discorso qualificazione contro l'Uruguay, "vendicando" l'eliminazione patita in Russia. Fernando Santos non è a caccia di vendetta, ma della qualificazione. E per centrarla si affida ai suoi due totem. Pepe e Ronaldo. Le dichiarazioni sono riprese da record.pt.

TOTEM

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Il Portogallo si affida alla sua spina dorsale. Ronaldo e Pepe. "Ho avuto la fortuna di allenare giocatori di grande personalità ma in ogni spogliatoio ci sono dei capi che guidano il gruppo ad affrontare tutti i problemi. In una competizione del genere tutti devono saper stare con tutti. Ronaldo a 19 anni non era così, João Pinto, Paulo Bento e Pedro Barbosa avevano più peso. Pepe invece è un mostro. se c'è qualcuno che ha un ruolo così importante nello spogliatoio, quello è lui".

URUGUAY

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L'Uruguay non fa meno paura, nonostante siano passati quattro anni. "Nell'ultimo precedente hanno vinto, ma avrebbero anche potuto perdere. E comunque Russia 2018 è alle spalle, Cavani e Suarez avevano 5 anni in meno, erano una grande squadra, come penso sia anche adesso. I valori che stavano emergendo anni fa, sono comunque venuti a galla e anche il modulo e il livello di gioco, nonostante il cambio di allenatore, non è cambiata molto. Resta una squadra molto forte in termini di qualità tecnica, che sa molto bene cosa vuole e sa leggere i momenti di gioco.

SCELTE

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Servirà comunque qualcosa in più rispetto a quanto visto all'esordio. La sensazione è che questa squadra segua istinto e talento. E nei 90' è un rischio. "Contro il Ghana ci è mancata la continuità nei 30' di gioco.  Dopo non abbiamo più pressato né difeso allo stesso modo. I giocatori hanno una disponibilità totale e si vede nelle conversazioni che abbiamo. Sono liberi di giocare, ma con delle regole, sapendo che devono riorganizzarsi, senza che conti il nome e il numero. In fase si possesso lascio creatività totale e libertà totale ma non può esserci anarchia. Occorre adattarsi molto rapidamente all'organizzazione difensiva. So che ci stiamo evolvendo bene in questo piano e sono convinto che la risposta migliorerà sempre di più".