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Piqué senza limiti: “Con Bartomeu il club non è andato. Pep Guardiola logorato da Mou”

(Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

Il difensore ha parlato a lungo. E non si è risparmiato. Prendendo, come consuetudine, posizioni anche scomode.

Redazione Il Posticipo

Gerard Piqué è stato il primo ospite della nuova stagione de "La Sotana" , un programma radiofonico che usa il sarcasmo e il "pepe" come ingredienti principali. Il difensore ha parlato a lungo. E non si è risparmiato. Prendendo, come consuetudine, posizioni anche scomode. In primis per il compagno Umtiti. "Professionista esemplare, non merita i fischi. Sta rispettando tutti i suoi obblighi. Il suo atteggiamento è impeccabile. Non ha mai saltato un allenamento. La maggior parte delle persone lavora da 30 anni senza ottenere nulla di buono".

BARCELLONA - Inevitabile parlare del Barcellona, reduce da stagioni quanto mai complicate. Messi ha lasciato. "Laporta ci ha informati dell'accaduto.  La società aspettava di vedere cosa sarebbe successo con Leo perché l'accordo era in vigore. I capitani si erano abbassati lo stipendio per  permettere di poter registrare gli acquisti. Ho rinunciato a parte del mio. Non sono in grado di dire se Bartomeu sia  stato il peggior presidente della storia. Siamo tutti da biasimare, ma la verità è che il club non è andato dove volevano i catalani".

GUARDIOLA - Emergono verità inaspettate anche nel rapporto con Guardiola. "Nella sua ultima stagione c'è stata molta tensione. Penso che Mourinho lo abbia logorato. Pep è quel tipo di allenatore che pretende il massimo controllo in tutto. Uscivo con Shakira e mi sentivo osservato. Ho avuto molta pressione e ho anche pensato di lasciare al termine della stagione 2011/12. Ho sofferto molto nell'ultimo anno con Pep".

PROSPETTIVE - Si parla anche di un possibile ritiro e del rapporto con i media. "I giornalisti non mi danno fastidio, ma quando sei giovane, forse per farti conoscere, concedi più facilmente una intervista. Oggi non ne ho più bisogno. Mi avvicino sempre a un'intervista con sospetto, so che si cerca sempre il titolo ad effetto. Per quanto riguarda il mio ritiro ormai vivo  stagione per stagione. Penso sempre che sia l'ultima e se poi ce n'è un'altra, allora meglio. Il giorno in cui capirò che non posso dare di più alla squadra, lascerò. Sono sempre riuscito a gestire il mio corpo. Quando sono arrivato al Barcellona ero piuttosto fuori dagli schemi. Tutti mi dicevano che non avrei raggiunto i 34 anni. Invece raggiungere la stabilità emotiva è stato fondamentale".