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Pavoletti: “Hanno celebrato il nostro funerale troppo presto. Prima messo da parte, adesso voglio la salvezza”

CAGLIARI, ITALY - AUGUST 25: Leonardo Pavoletti of Cagliari injured  during the Serie A match between Cagliari Calcio and Brescia Calcio at Sardegna Arena on August 25, 2019 in Cagliari, Italy.  (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Il centravanti del Cagliari fra speranze e... sfoghi.

Redazione Il Posticipo

L'attaccante del Cagliari Leonardo Pavoletti è stato fra i protagonisti della gestione Semplici. I suoi gol hanno spinto i sardi fuori dalla zona calda. Ancora, però, la rincorsa verso una salvezza apparsa a un certo punto della stagione irraggiungibile, non è finita. Restano pochi passi. E il centravanti toscano, come riportato dal sito centotrenuno.com, vuole compierli in fretta.

SALVEZZA - Pavoletti parla degli ultimi mesi, senza troppi peli sulla lingua. "Qualcuno aveva celebrato una sorta di funerale anticipato. Colpa anche nostra, siamo andati a metterci nei guai diverse volte. Nel momento di maggiore difficoltà c'erano due strade davanti a noi. Scappare e rompere la squadra, oppure combattere. La squadra si è compattata. E ha quasi completato una rimonta. Roba da uomini, prima che da calciatori. Centrare questa salvezza ci renderà tutti fratelli. Personalmente sono molto legato al Cagliari. Chiunque viene in Sardegna si innamora di questa terra. Nessuno può parlare male di questa terra, di questa città e di questa squadra. Da qui in avanti, se non sbagliamo le scelte, il Cagliari diventerà una realtà sempre più prestigiosa".

SEMPLICI - Il gruppo si è compattato con Semplici. E anche Pavoletti è rinato. "La fiducia è importante. Mi era stata tolta nella prima parte anche dal punto di vista umano. Quando è arrivato il nuovo tecnico, mi ha restituito ciò che mi era mancato. E ha da subito instaurato un buon rapporto con la squadra. Semplici poi ha compiuto solo scelte giuste. E questo ha aiutato a centrare immediatamente i risultati. I risultati non sono un caso, derivano da tanti fattori. E uno è l'allenatore".

DI FRANCESCO - I rapporti con Di Francesco evidentemente non era dei migliori: "Passava il messaggio che non giocassi perché non stessi bene. Invece stavo bene. Sapevo di dover attendere il mio momento. In allenamento dimostravo di poter essere preso in considerazione ma avevo la sensazione che non ci fosse tutta questa voglia di essere preso in considerazione. Comunque ormai è andata, ed è il momento di pensare alla sfida con il Milan. I rossoneri saranno motivatissimi. Anche loro inseguono l'obiettivo Champions, ma noi abbiamo dimostrato che siamo in grado di giocarcela con tutti. Vorremmo chiudere il discorso qualificazione sin dalla prossima partita".