Lazio, senza Parolo e senza…paracadute

Senza Parolo, Inzaghi continua nella sua crociata: la miglior difesa è l’attacco. E quindi contro il Torino potrebbero rivedersi in campo i quattro tenori biancocelesti.

di Redazione Il Posticipo

I quattro tenori, tutti dall’inizio? Una scelta rischiosa, ma forse l’unica che può permettersi Inzaghi in questo rush finale. Di difendere, non se ne parla, questo si è capito. E allora tanto vale lanciare subito tutto quello che si ha a disposizione e cercare di risolvere subito la pratica, nel tentativo di sfruttare la rovinosa (e a cinque minuti dalla fine inattesa) sconfitta dell’Inter. Quindi, come sempre, per la Lazio l’unica difesa è l’attacco. Anche perchè a centrocampo manca anche l’equilibratore, Parolo, rimasto a Roma. E a quel punto contenere diventa addirittura più complicato. E tanto vale, forse, non provarci neanche.

EQUILIBRIO – Certo, Inzaghi potrebbe addirittura esagerare, schierando anche Lukaku sulla sinistra e spostando Lulic al centro, il capitano come supplente di uno dei suoi vice. Ma a quel punto forse sarebbe una Lazio troppo a trazione anteriore anche per chi in stagione ha già segnato 117 reti, subendone però sessantatré. Un mancato equilibrio che ha fatto a volte discutere, ma che, classifica alla mano, ha dato i suoi frutti. E visto che c’è l’opportunità di allungare su una delle rivali dirette per la Champions League, meglio non badare troppo per il sottile e sfoderare tutto il potenziale a disposizione. Luis Alberto, Felipe Anderson, Sergej Milinkovic-Savic e Ciro Immobile.

QUATTRO TENORI – Un quartetto difficile da far convivere, ma che quando azzecca la marcia giusta è micidiale. E che dovrà vedersela contro un Torino che si piazzerà più o meno a specchio rispetto ai biancocelesti. La missione è segnare di più e soprattutto segnare subito, perchè una squadra così offensiva, alla lunga, rischia di diventare preda di ripartenze pericolose come quelle dei granata di Mazzarri. La Lazio, dopo una stagione sempre con il piede sull’acceleratore, comincia a sentire la stanchezza. Si è visto, terribilmente, nella notte di Salisburgo, si è notato a sprazzi contro la Fiorentina. La partita da ripetere è invece quella con la Sampdoria, messa in ghiaccio dopo appena quarantacinque minuti. Una scelta rischiosa, un lancio senza paracadute. Almeno, per quel che riguarda la partita. Per la Champions un paracadute c’è e l’ha gentilmente fornito l’Inter. Tanto vale sfruttare la possibilità di poter fallire.

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