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L’Appunto

MILAN, ITALY - OCTOBER 06: Head coach of Italy Roberto Mancini looks on before the UEFA Nations League 2021 Semi-final match between Italy and Spain at Giuseppe Meazza Stadium on October 06, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Saranno ore e giorni importanti in cui riordinare le idee. Non tutto è perduto, ma siamo appesi a un filo. Servirà l'impresa con gol lunedì a Belfast contro l'Irlanda Del Nord.

Stefano Impallomeni

Che fosse difficile lo si sapeva, nonostante l'ottimismo diffuso della vigilia. Il pari con la Svizzera ci inchioda in vari calcoli di classifica che non stiamo qui ad elencare nel dettaglio. È questione di differenza reti. In quella generale siamo a +2 sulla Svizzera che però negli scontri diretti si porterà in dote il gol dell'Olimpico, dopo lo 0-0 di Basilea. Non tutto è perduto, ma siamo appesi a un filo. Servirà l'impresa con gol lunedì a Belfast contro l'Irlanda del Nord per passare dalla porta principale, altrimenti via libera allo spareggio da brividi per centrare la qualificazione al mondiale in Qatar.

È un vero peccato e una mezza delusione assistere a una flessione così marcata, che non è iniziata oggi ma da settembre. Questa Italia fatica a tornare se stessa per vari motivi. Condizione atletica e fisica dei suoi uomini migliori non al massimo, stanca nella testa, più lenta nel pensiero e con il problema del centravanti che sta assumendo contorni inquietanti. In più, tanti errori tecnici degli azzurri ci levano il nostro vero punto di forza. Dalle certezze di un palleggio costante e dominante a un senso di normalità che è più sinonimo di vulnerabilità. L'Italia si scopre normale, insomma, nel momento decisivo: è il fardello che ci assedia, aspettando un nuovo segnale stavolta soltanto di sostanza. C'erano assenze di peso sia per noi che per loro, con le seconde scelte svizzere che hanno avuto la meglio, pareggio a parte. Saranno ore e giorni importanti in cui riordinare le idee. Potrebbe partire la demolizione sistematica nei confronti di un gruppo che a luglio ci ha regalato un trionfo storico, ma non partecipiamo. Bisognerà recuperare mentalmente e accendere la dinamo dell'orgoglio, dell'entusiasmo. Urge tirare fuori qualche colpo dei singoli per non gettare alle ortiche tutto quanto, anche se la vera nota dolente di questo momento è soprattutto individuale. È un vero dispiacere per Jorginho che fallisce a una manciata di minuti dal termine un altro rigore, che pesava oro puro. Non vorremmo essere nei panni del centrocampista del Chelsea che va aiutato e sostenuto. Il prossimo rigore, però, lo lasci calciare a qualcun altro. Il suo errore non è frutto del caso. Con i blues non sbaglia. Questione di testa. Quel tiro alto, quasi buttato lì, senza tanta presenza, calciato tra mille pensieri verso il cielo, denota poca serenità. Forse, dopo tre errori consecutivi, per la prossima volta sarà meglio cambiare rigorista perché è lui sia all'andata che al ritorno l'uomo della vera differenza tra possibile vittoria a pareggio.