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L’Appunto

ROME, ITALY - SEPTEMBER 16:  Lorenzo Pellegrini of AS Roma celebrates after scoring the team's third goal during the UEFA Europa Conference League group C match between AS Roma and CSKA Sofia at Stadio Olimpico on September 16, 2021 in Rome, Italy.  (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Ennesima prestazione convincente di Lorenzo Pellegrini, che segna e gioca da nuovo leader, finalmente collocato in una zona del campo a lui congeniale.

Stefano Impallomeni

José Mourinho non avrebbe potuto spiegarlo meglio. "È la nostra connessione", dice il portoghese a fine partita, definendo l'ennesima prestazione convincente di Lorenzo Pellegrini, che segna e gioca da nuovo leader, finalmente collocato in una zona del campo a lui congeniale. Fresco di rinnovo del contratto, il capitano della Roma sta marcando il campionato della sua squadra, quarta in classifica e in attesa di giudizio alla ripresa dopo la sosta quando affronterà la Juventus all'Allianz.

È ancora presto per capire parecchie cose ma Pellegrini dimostra di avere una forza differente, più completa e di visione, in una parola: necessaria. Il salto di qualità è innegabile e non fine a se stesso. È, appunto, il capitano connesso di una squadra, sano punto di riferimento di un club, come una rete Wi-Fi a fascia larga e consolidata.

Lo strappo in avanti della crescita è dettato soprattutto dalla serenità che mostra di avere rispetto al passato. Le giocate sono conseguenza del suo talento e non più ricerche forzate per mettere d'accordo un "mondo" che spesso gli è stato troppo contro. E allora, ecco, le prime rivincite, sperando di ottenere future consacrazioni. La strada è quella giusta, perché ora Pellegrini vede opportunità in ogni pericolo e non più un pericolo in ogni opportunità. È lui la nota lieta (e continua) di questo spaccato di stagione. Un capitale tecnico costante da seguire con interesse per essere ancora più valorizzato. È uno sblocco positivo per tutti e non soltanto per la Roma.

Chissà cosa farà Roberto Mancini mercoledì prossimo contro la Spagna, nella semifinale di Nations League, perché schierarlo da titolare non sarebbe più una sorpresa, ma un modo diverso per stabilire un nuovo percorso e immaginarsi ancora più forti in ottica Qatar 2022.