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La confessione di Kroos: “Non volevo fermarmi. Sei mesi con dolore e pillole fra una partita e l’altra”

(Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

Il centrocampista, alle prese con un fastidioso problema all'inguine, non gioca una partita ufficiale dalla fine di Euro 2020 della Germania a giugno.

Redazione Il Posticipo

Ancelotti può sorridere: Toni Kroos è  pronto. Il tedesco, come riportato da goal.com è entusiasmato dall'idea di rientrare in campo dopo mesi complicati. Il centrocampista, alle prese con un fastidioso problema all'inguine, non gioca una partita ufficiale dalla fine di Euro 2020 della Germania a giugno. E nella intervista rilasciata al portale ha confessato la convivenza forzata con il dolore pur di scendere in campo.

SEI MESI - Il centrocampista, 31 anni, è tornato ad allenarsi con regolarità. "Sono felice perché posso allenarmi con la squadra senza provare dolore dopo sei o sette mesi di fastidio, quindi è una sensazione molto bella. Non gioco da tre mesi, l'ultima partita è stata il 29 giugno quindi devo prendere un po' di ritmo. Ma l'importante è che non senta alcun dolore. Finalmente posso tornare a parlare di partite dopo aver passato intere settimane con la consapevolezza che mi sarei dovuto fermare".

DOLORE - Kroos racconta il suo personalissimo calvario. "Negli ultimi mesi ho sempre saputo che prima o poi mi sarei arreso. Ho iniziato a provare disagio a marzo o giù di lì e sapevo che c'era qualche problema nel mio inguine. E ho capito che se avessi continuato a giocare sarei arrivato al punto di non poterlo più fare. Però in quel periodo era molto difficile smettere: c'era una Liga da inseguire, le semifinali di Champions League. E poi l'Europeo. Non ho voluto fermarmi, ho pensato che mi sarei ripreso in vacanza, confidando nelle tre settimane di riposo. Poi, però, quando sono ripartito con il Real non ho percepito alcun miglioramento".

STOP - Inevitabile, a quel punto lo stop. "Ho preferito cercare di capire cosa avessi, cecando di evitare l'operazione. Preferisco sempre, sino a che sia possibile, un trattamento conservativo anche perché in carriera ne ho sempre tratto beneficio. Questa volta la sosta è stata un po' più lunga del solito, ma era necessaria dopo sei mesi in cui ho giocato con il dolore e ingurgitando pillole fra una partita e l'altra". La prossima partita del Real è contro la squadra moldava dello Sheriff. Avversario, con tutto il rispetto, "giusto" per ritornare gradualmente a pieno regime. "Sono pronto, ma la decisione spetta a mister Ancelotti. Ci confronteremo e valuteremo quale sia la scelta migliore possibile".