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José Fuentes, presidente del Nacional: “Suarez pagato come gli altri, il suo è un gesto d’amore”

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L'attaccante uruguaiano ha annunciato che sarebbe tornato nella squadra che lo ha formato. E così a sedici anni dal suo addio ha scelto di tornare alle origini. Per lui un contratto di cinque mesi. 

Redazione Il Posticipo

José Fuentes, presidente del Nacional de Monevideo, ha parlato a "El Larguero" della firma di Luis Suárez . L'attaccante uruguaiano ha annunciato che sarebbe tornato nella squadra che lo ha formato. E così a sedici anni dal suo addio ha scelto di tornare alle origini. Per lui un contratto di cinque mesi.

ROMANTICO

Una storia che si presta a una interpretazione romantica. Suarez voleva una squadra che gli garantisse un posto da titolare e aveva comunque ricevuto diverse offerte. Alla fine, dopo aver "chiamato" il Nacional e ricevuto un feedback positivo,  ha scelto di tornare a casa. "Sembra la parabola del figliol prodigo. Luis dopo aver giocato e vinto in tutto il mondo e poi ha deciso di indossare nuovamente la maglia del Nacional. Si tratta di un piccolo miracolo sportivo. Il suo è un  ritorno romantico. La vicenda ci mostra che ci son ancora top player che scelgono un club per amore e non per denaro. La sua scelta ci gratifica a livello umano e tecnico. Ci siamo messi in contatto con lui dopo che la trattativa con il River si è arenata. A inizio sembra a tutti che fosse una trattativa impossibile. Poi però, Luis è rimasto colpito dal grandissimo amore riservatogli dai tifosi. La sua gente lo voleva a casa. Si è commosso. Ed eccolo qui".

RINUNCIA

Suarez pur di tornare in Uruguay ha rinunciato anche a buona parte dell'ingaggio. "Gli ho offerto una cifra, lui ha declinato l'offerta perché voleva lo stesso stipendio dei nostri calciatori. Non ha avuto pretese. Né sul posto da titolare, né sulla scelta del numero di maglia. Il calciatore era rimasto deluso dal nostro silenzio, ma noi non possiamo permetterci una stella di prima grandezza. Non siamo in grado di competere con i club europei. Avere Suarez, per una società calcistica uruguaiana, significa anche un grande impegno perché ci costringe a diventare più professionali, a convivere con un fuoriclasse come lui, a valorizzare aspetti come sicurezza, immagine, marketing. Alcuni elementi sono davvero nuovi per noi ma stanno diventando anche parte della quotidianità e sono convinto che la sua presenza possa aiutare anche in ottica Mondiale 2030".