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Il paradosso del PSG, “cenerentola” al Parco dei Principi

(Photo by Matt Childs/Pool via Getty Images)

PSG, molto meglio lontano da casa....

Redazione Il Posticipo

PSG, meglio non giocare le semifinali di Champions al Parco dei Principi. E in generale, meglio non giocare in casa in questa Champions. Lo stadio di casa della squadra della capitale francese non riesce a essere fedele al suo padrone. Due semifinali giocate fra le mura dell'impianto parigino, altrettante sconfitte in generale. In particolare, nella fase a eliminazione diretta, un pareggio e due sconfitte maturate in casa.

AMARA - Il City non ha giocato una grandissima partita, nel primo tempo  ma ha giocato come sa sfruttando anche episodi ed errori della squadra di Pochettino che ha sciupato il gol del vantaggio accumulato. Il PSG si fa prima raggiungere e poi rimontare e sarà dura riuscire a rimontare in casa del City uno 1-2 pesantissimo.

BIS - Un bis che non farà sicuramente piacere ai tifosi che dopo 26 anni speravano in un epilogo diverso: nell'aprile del 1995, specificatamente il 5, si gioca un'altra semifinale di Champions che vede di fronte questa volta il Milan. I rossoneri interpretano la partita in modo diametralmente opposto al City ma riescono comunque e tornare a casa con il risultato piede. Decide un gol all'ultimo minuto di Boban che chiude un contropiede magistrale. Una vittoria "italianissima" che permetterà al Milan di raggiungere la finale vincendo 2-0 a San Siro cedendo all'Ajax.

TABU - Tutto sommato dunque, meglio giocare fuori casa anche perché il PSG ha ampiamente dimostsrato, sinora, di riuscire a rendere al meglio lontano dalla capitale. Il PSG ha infatti vinto e anche con largo scarto l'andata con il Barcellona al Camp Nou (1-4) e poi non è andato oltre l'1-1 in casa. Ancora peggio contro il Bayern Monaco quando il PSG è riuscito a passare il turno solo per la regola dei gol in trasferta. Ha perso 0-1 contro i tedeschi, ma ha centrato la qualificazione forte del 2-3 maturato in Baviera. Insomma, a conti fatti, molto meglio lontano da casa. Occhio, dunque, Guardiola. Questa qualificazione è tutt'altro che chiusa.