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Fifpro lancia l’allarme: giocatori a rischio esaurimento fisico e mentale

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Il sindacato dei calciatori su scala mondiale, lancia l'allarme e stigmatizza su un calendario troppo fitto di impegni.

Redazione Il Posticipo

Stanchezza fisica, esaurimento mentale: la salute generale dei giocatori passa spesso in secondo piano. Un'indagine globale della FIFPRO (Federazione Internazionale delle Associazioni di Calcio Professionistiche), ovvero il sindacato dei calciatori su scala mondiale, lancia l'allarme e stigmatizza su un calendario troppo fitto di impegni.

RAVVICINATI -Ai lavori hanno partecipato anche allenatori, scienziati sportivi, medici, fisioterapisti. Il 54% dei giocatori dichiara di aver subito un infortunio dovuto all'eccesso di lavoro.  L'82% degli "allenatori delle prestazioni", come i preparatori atletici, afferma di aver osservato e preso atto di  problemi di salute mentale nei giocatori a causa del sovraccarico di lavoro.

LIMITE - I tecnici raccomandano una soglia di 55 partite a stagione, considerata come zona critica. Il limite è stato ampiamente superato. Il 72% dei calciatori di tutto il mondo ha giocato più di 55 partite. In rosso sono già i giocatori della finale di Champions League: Sadio Mané e Mohamed Salah hanno già giocato 69 partite con il Liverpool e le loro selezioni, 61 con Virgil Van Dijk. A Madrid, Vinicius ha 59 partite, Thibaut Courtois 57, Eder Militao 57. Dal 30 settembre al 20 dicembre 2020, il centrocampista del Real Luka Modric ha giocato 24 partite consecutive (18 con il Madrid, 6 con la Croazia), ovvero quattro volte in più del massimo consigliato.

INFORTUNI - Conseguenza inevitabile, gli infortuni. Grégory Dupont, un passato da preparatore della Francia Campione del Mondo nel 2018 e del Real Madrid ha fornito il suo punto di vista. "Abbiamo raschiato più del fondo del barile. E si sottovaluta la fatica mentale. Se un giocatore si sente stanco il giorno prima della partita, ma non lo dice all'allenatore ha il 30% di possibilità in più di infortunarsi. C'è un fattore fisiologico. Il giorno dopo la partita, il tendine del ginocchio diminuisce dal 15 al 30% della sua forza a seconda del giocatore. Se non c'è recupero a livello muscolare, il rischio di farsi male è molto molto alto. A volte bisogna anche lottare contro i calciatori stessi che, nonostante la stanchezza, vogliono comunque giocare tutto". Fa eco il professor Vincent Gouttebarge, direttore sanitario della FIFPRO. “I giocatori hanno la stessa opinione degli allenatori, si giocano troppe partite. Fifa e UEFA  dovrebbero armonizzare i calendari, ma se non si comunica, non ne usciremo mai".