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Ansu: “Mondiale equilibrato, ma la Spagna c’è. Speravo di giocare di più al Barça ma decide il tecnico”

Ansu: “Mondiale equilibrato, ma la Spagna c’è. Speravo di giocare di più al Barça ma decide il tecnico” - immagine 1
Il talento della nazionale spagnola fra Mondiale e prospettive future.

Redazione Il Posticipo

Ansu Fati aspetta la sua chance al Mondiale e punta ad essere protagonista con il Barcellona. Il calciatore in una intervista concessa al Mundo Deportivo, ha parlato della sua esperienza in Qatar e di quel che si aspetta dal Mondiale e dal resto della stagione.

POSSIBILITÁ

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Il ventenne, al suo primo grande vento, ha esordito contro il Giappone nel finale di gara dopo aver sostenuto i compagni dalla panchina nelle prime due giornate. E ci tornerà contro il Marocco. "Sono già felice di esserci. Ho ritrovato diversi compagni di squadra in nazionale ma anche con il resto del gruppo c'è un ottimo rapporto. Non mi stupisce l'ascesa di Gavi, mi rende felice. Quello che si vede in campo è il frutto del suo talento e del suo grande impegno in allenamento.  C'è grande unione nello spogliatoio, tutti vogliono contribuire al successo. Luis Enrique ha il suo modo di intendere il calcio, è certamente diverso da Xavi e non potrebbe essere altrimenti. C'è una bella differenza fra allenare un club e una nazionale".

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PROSPETTIVE

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La sensazione è che la Spagna possa fare strada in questo mondiale, avendo evitato Brasile e Argentina. E che l'esperienza accumulata possa essere spesa con il Barcellona quando ricomincerà la stagione. "Questo torneo, come tutti i campionati del mondo, è assolutamente equilibrato e livellato verso l'alto. Molto, se non tutto, sarà deciso dai dettagli. Anche una sfumatura può rivelarsi decisiva. Sono e resto convinto che la Spagna possa disputare un torneo ricco di soddisfazioni. Esattamente come potrà essere la stagione del Barcellona. In questo momento sono concentrato sulla nazionale. Poi vedremo. A livello di club, sicuramente mi aspettavo di giocare di più  e se devo essere sincero lo speravo anche, ma capisco che sia l'allenatore a decidere e il mio compito è dare il massimo per ribaltare le gerarchie. Spero di tornare ad essere presto un calciatore molto importante per il Barcellona".