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Mondiali 2026: qui succede un Quarantotto

La sceneggiatura potrebbe essere questa: poco meno di un anno fa dalle scandalose ceneri penali non ancora chiarite del tutto del binomio Blatter-Platini, ovvero Dio li fa e poi li accoppia anche se uno è un ex graduato svizzero blattesco e...

Oliviero Beha

La sceneggiatura potrebbe essere questa: poco meno di un anno fa dalle scandalose ceneri penali non ancora chiarite del tutto del binomio Blatter-Platini, ovvero Dio li fa e poi li accoppia anche se uno è un ex graduato svizzero blattesco e l’altro un ex favoloso campione (dopo Heysel ’85 disse “Dopo i trapezisti entrano i clown”: e difatti, è stato di parola…), esce il calabrese svizzerato Gianni Infantino, per mancanza di alternative vere. Il nuovo presidente della Fifa, cioè il potere calcistico planetario, mette una toppa alla confusione e compromissione generale, in un mondo dove la corruzione a detta dell’FBI è di casa. Rappresenta la continuità (in tutti i sensi…) e già accenna a prossime Coppe del Mondo a 40 squadre: lì non si scherza, il pallone serve solo se è gonfio di miliardi, se poi rimbalzi bene o per storto conta poco.

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