Mesto, dal calcio a re del crossfit: “Sarri alla Juve? Io non lo avrei fatto. All’Under 21 le stelle non bastano perché…”

Mesto, dal calcio a re del crossfit: “Sarri alla Juve? Io non lo avrei fatto. All’Under 21 le stelle non bastano perché…”

Passione, intensità, sacrificio: per Giandomenico Mesto il calcio è stato tante cose e lo sport continua ad essere tutto. Nella sua seconda vita l’ex terzino di Napoli e Genoa continua a tenersi in forma aspettando la sua grande opportunità con la giacca sulle spalle…

di Redazione Il Posticipo

Genoa e Napoli

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Al Genoa lei ha lavorato con Gasperini, un altro che all’Inter ha avuto problemi…
Gasp è l’allenatore con cui sono riuscito a esprimermi al meglio: nessuno è riuscito a tirare fuori il meglio di me come è stato in grado di fare lui a Genova. Per nessun allenatore è stato facile all’Inter dopo Mourinho: ci sono stati anche cambiamenti societari in cui non è stato semplice per nessuno lavorare. Anche Gasp, a parte la parentesi nerazzurra, ha fatto vedere ovunque quale è il suo valore e sta raccogliendo i frutti del suo grande lavoro.

Si aspettava che il Genoa rischiasse la B nell’ultima stagione? Le piacerebbe ritornarci un giorno?
Quest’anno il Genoa ha rischiato tanto fino all’ultima giornata. Durante il girone di ritorno sono andato quasi sempre allo stadio visto che abito a Sanremo. Non è stato facile seguire la squadra quest’anno: sono stati commessi errori evitabili e alcune cose si potevano fare meglio a livello gestionale. Per fortuna la squadra è riuscita a salvarsi. Sono certo che la società sia al lavoro per non commettere gli sbagli fatti nell’ultima stagione. Ho ottimi rapporti col Genoa e mi sento sempre con la dirigenza: non mi è stata fatta nessuna proposta, ma i contatti ci sono. Ho giocato per quattro stagioni lì e sono molto legato al club perché è una società molto passionale.

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Considera le sue stagioni al Napoli un po’ sfortunate?
Lì ho avuto l’infortunio più grave della mia carriera. Non volevo che capitasse… In quel momento il mister Benitez mi teneva in grande considerazione: giocavo in campionato e in Champions League. Mi dispiace di essermi fatto male nel momento più alto della mia carriera, però sono cose che fanno parte del gioco e bisogna accettarle. Ho avuto la fortuna di vivere in un grande ambiente a livello sia calcistico che umano e mi sono allenato con grandissimi campioni: preferisco non soffermarmi sull’infortunio, ma guardare il lato positivo delle mie stagioni a Napoli.

Higuain e Sarri sono passati dal Napoli alla Juve: come è vissuta questa rivalità?
È forte come quella tra Sampdoria e Genova: è qualcosa che percepisci nell’aria. I tifosi ci pensano un po’ per tutto l’anno: c’è il pensiero ricorrente di battere la Samp quando sei a Genova e di battere la Juve quando sei a Napoli. Questa grande rivalità è percepita un po’ come un’ossessione: la gente la sente in maniera molto forte. È una cosa a cui i tifosi tengono molto e ogni occasione è buona per ricordartelo. Chi va in campo sente che c’è questa rivalità.

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ciascuno di voi è libero di passare da una rivale all’altra come ha fatto Sarri?
Questa questione è molto personale: non giudico e non critico chi va da una parte all’altra. All’inizio la vedevo in maniera un po’ distaccata, poi ho cambiato idea perché ho vissuto annate importanti a Genova. Si crea un legame forte coi colori della squadra: per me sarebbe davvero improbabile passare dal Genoa alla Sampdoria, ma è una cosa che ognuno vede a modo suo. Io non avrei fatto un passaggio del genere, ma bisogna trovarsi in queste situazioni e comprendere che giocatori e allenatori non possono avere lo stesso attaccamento dei tifosi alla squadra. Bisogna capire chi si sente tradito, ma anche chi si sente libero di accettare determinate soluzioni per il bene della carriera.

Lei ha chiuso la carriera al Panathinaikos con Andrea Stramaccioni: che esperienza è stata?
Abbiamo avuto un ottimo rapporto: grazie a lui ho potuto fare questa esperienza di una stagione e mezza coronando un sogno perché desideravo tanto giocare all’estero prima di smettere. Dal punto di vista calcistico non c’è paragone con la nostra Serie A, ma ho scoperto un posto bellissimo dove la mia famiglia si è trovata veramente bene. Avremmo volentieri proseguito quell’esperienza però ci sono stati tanti cambiamenti al Panathinaikos: la società aveva qualche difficoltà economica e purtroppo la mia esperienza è finita, ma ci siamo presi tutto il bello di quell’anno e mezzo.

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Oggi Stramaccioni allena in Iran: pensa che si sia bruciato dopo l’esperienza all’Inter?
La sua carriera ha preso un’altra piega dopo Milano, ma il mister ha avuto la fortuna di partire subito da una squadra importante come l’Inter dopo le stagioni alla guida della Primavera. Stramaccioni ha fatto ottime cose, altre invece non sono andate secondo i suoi piani, ma allenare all’Inter era difficile. Poi però il mister ha avuto altre opportunità e ha guidato l’Udinese, il Panathinaikos e lo Slavia Praga. Ora si è buttato in questa nuova esperienza: gli faccio l’in bocca al lupo e spero che da lì possa ripartire e tornare ad allenare un giorno squadre ancora piu importanti.

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