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Maradona, il ricordo di Altomare: “Con noi ragazzi, sempre disponibile. Si allenava con i suoi ritmi poi la domenica era imprendibile”

Aug 1996:  A portrait of Luca Altomare of Napoli taken during the club photocall. Mandatory Credit: Allsport UK

Il ricordo di Maradona vissuto con gli occhi da ragazzo di Luca Altomare, all'epoca aggregato alla prima squadra.

Simone Lo Giudice

Luca Altomare ricorda Diego Armando Maradona vissuto ed ammirato con gli occhi da ragazzo. Era un giovane aggregato alla prima squadra. Occhi azzurri come il Napoli con la N maiuscola, che si specchiano nei sogni a sfondi tricolori e aneddoti di rara umanità. La morte di Diego ha colpito molto Altomare.  "Una vera mazzata, ma voglio raccontare qualcosa di bello. Io l'ho vissuto da giovane, perché mi sono trasferito a Napoli nel 1989 e ho visto il momento migliore di Napoli e Diego. Sono stato fortunato. Eccedeva, in tutto, era una persona di una disponibilità unica. Aveva sempre da dare, senza pensarci su due volte, si prestava sempre. Chi aveva necessità, trovava in lui sicurezza".

ALLENAMENTO - L'allenamento a volte era... particolare." A volte le sedute erano abbastanza pesanti. Lui lavorava col pallone ai suoi ritmi e si allenava in un modo tutto particolare ma ne aveva necessità. Aveva bisogno di sentire il contatto con il pallone. Poi la domenica non riusciva a tenerlo nessuno. Ho tanti ricordi, legati soprattutto al Centro Paradiso. Ricordo che con noi ragazzi era sempre disponibile. Se mancava una bottiglia a tavola, o qualche portata che non c'era nel nostro pranzo o nella nostra cena, chiamava lo chef e ci faceva servire. Ha scritto la storia. A Napoli lascerà tracce di sé per l'eternità. La città aveva bisogno di sognare e prendersi qualche rivincita ed è giusto che il suo ricordo resti impresso per sempre".

ANEDDOTI - Fra i ricordi di Altomare, il perenne sorriso sul volto di Diego. "Sempre allegro, sorridente. Un anno straordinario. Io in quella stagione ero aggregato alla prima squadra ed è stata una esperienza molto importante. Abbiamo imparato tantissimo, ricordo con piacere un particolare Diego arrivava sempre in ritardo agli allenamenti, lasciava la macchina e di corsa si catapultava negli spogliatoi. Gli addetti sapevano, e a turno gli parcheggiavano la macchina. Era così..."