Acquafresca: “Milan, Giampaolo è preparatissimo. CR7 meglio di Messi, Cellino ideale per Balotelli”

Acquafresca: “Milan, Giampaolo è preparatissimo. CR7 meglio di Messi, Cellino ideale per Balotelli”

L’attaccante di origini piemontesi ha Cagliari nel cuore e continua ad amare il calcio con lo stesso entusiasmo di quando era bambino: oggi Robert Acquafresca sogna di trovare un’altra isola in cui giocare ancora, poi comincerà a pensare alla sua seconda vita

di Redazione Il Posticipo

Cagliari come casa

(Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Parlando dei suoi anni a Cagliari: che cosa hanno significato nella sua carriera?
La mia Cagliari è piena di ricordi belli e brutti perchè abbiamo passato momenti difficili in tutti e tre gli anni in cui ci sono stato io. Però ne siamo usciti sempre alla grande perché eravamo una grande famiglia: nelle difficoltà venivano fuori gli uomini a Cagliari, ce ne erano tanti.

Con Allegri avevate cominciato la stagione 2008-09 con 5 sconfitte: lei ha segnato il gol decisivo nella vittoria del Cagliari a Torino (1-0). Pensa di aver dato una mano alla carriera di Allegri?
Con quella vittoria è cambiata la nostra stagione. Abbiamo sfiorato l’Europa League chiudendo il campionato con 53 punti ed è stata un’annata bellissima.

Ritornando a Giampaolo: è vero che non voleva che lei andasse via per tanti giorni per rispondere alla chiamata della Nazionale?
Sì, Giampaolo si lamentava del fatto che io saltassi giorni nella sosta utile per lavorare con la squadra. A me però in quel periodo aiutava tanto andare nell’Under 21 perché trovavo poco spazio nel Cagliari. In Nazionale giocavo e facevo sempre gol e questa cosa mi aiutava per mantenere il ritmo partita. Poi l’Under 21 è una gran bella esperienza.

(Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Come vede il ritorno di Nainggolan: non è riuscito a resistere al richiamo di Cagliari?
Anche lui ha la moglie sarda come me. Gli auguro di realizzare tutto quello che desidera. Nainggolan ha ascoltato il cuore e ha scelto di rientrare a Cagliari rifiutando proposte più allettanti. Gli auguro di poterci restare se lo vuole.

Come vede il Cagliari quest’anno?
L’infortunio di Pavoletti è stato un brutto colpo, ma so che si rialzerà e tornerà a fare gol. Il Cagliari si è rinforzato tantissimo ed è una signora squadra.

Lei ha un ricordo di Balotelli? Come vede la sua avventura con Cellino al Brescia? Ha più sentito il presidente dopo gli anni di Cagliari?
Su Mario avrei un libro da scrivere: è stato sempre quel genio e sregolatezza che tutti conosciamo. Penso che Cellino sia uno dei pochi presidenti in grado di tenerlo a freno. Ho sentito il presidente quando ero all’Atalanta nel 2009 e lui stava comprando il West Ham: Cellino voleva portarmi in Inghilterra, ma non se ne fece nulla. Poi l’ho visto qualche volta qui in Sardegna un bel po’ di tempo fa.

(Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Dopo il Cagliari lei è andato al Bologna: come è stato il rapporto con Donadoni?
Sinceramente non l’ho capito: a Cagliari avevo fatto 9 gol da febbraio a maggio nel 2010-11 con Donadoni, nei mesi precedenti aveva giocato Alessandro Matri che poi è stato ceduto alla Juve. Quando Donadoni è arrivato a Bologna, il suo secondo Luca Gotti si è presentato con una frase poco carina nei miei confronti. L’atteggiamento di Donadoni non mi è piaciuto, poi ci siamo chiariti, ma gli ho detto quello che pensavo. Sono andato via con la coscienza a posto.

Prova rammarico per aver rifiutato il Napoli di De Laurentiis oppure ha fatto quello che desiderava?
Io ho fatto quello che mi sentivo di fare e ho cercato sempre di giocare con continuità. Spesso i soldi sono passati in secondo piano per me. Sono orgoglioso di questa scelta e non me ne lamento.

Lei ha conquistato il terzo posto con l’Under 21 agli Europei 2009: che cosa ricorda di quella esperienza?
C’erano tanti grandi giocatori: Balotelli, Giovinco, Giuseppe Rossi, Consigli e Sirigu in porta. Siamo stati veramente sfortunati a non vincere quegli Europei.

(Photo by Phil Cole/Getty Images)

Non solo Under-21: lei è stato convocato dalla Nazionale sarda. Che cosa ha significato per lei?
È un movimento nato quest’anno e sono molto orgoglioso di farne parte. Spero che affascini i tifosi sardi che hanno un grande senso di appartenenza e di avere il loro sostegno quando giocheremo.

Che cosa pensa di fare dopo il suo ritiro dal calcio giocato?
Non ho nessuna idea in questo momento, nella mia testa sono ancora giocatore e non vedo l’ora di ritornare a far parte di una squadra. Il futuro si vedrà.

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