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Vialli, il campione gentile e coraggioso

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Di Stefano Impallomeni. Vialli è stato un grande personaggio. Un uomo gentile e coraggioso. Ha avuto un grande cuore e una grande storia. È finita troppo presto, crudelmente. Ed è finita con grande dispiacere.

Stefano Impallomeni

Un altro enorme dispiacere. Un altro grande che ci lascia. Dopo Mihajlovic e Pelé, ora Gianluca Vialli. È davvero tutto molto triste. E doloroso. Come dolorosa è stata la sua resistenza a un male devastante, impossibile da sconfiggere. Su di lui si potrebbe dire bene all'infinito, ma una tra le tante cose che si possono e si devono dire è che Vialli è stata una persona speciale, intelligente, molto educata, evoluta e colta in un mondo che gli stava sempre un po' dietro.

Calciatore e uomo moderno

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Perché Vialli ha avuto spesso un'idea oltre, in avanti, capace di avere una visione differente del calcio, talvolta ingessato in dogmi scontati e conservatori. Vialli ha saputo modernizzare un'azione, stimolare cambiamenti, rendere la figura del calciatore più completa, autorevole e caratterizzata da una crescita critica individuale, più dignitosa e indipendente. Un salto in avanti su tutto. Questo è stato Vialli. Da calciatore, da manager in Inghilterra, da imprenditore e da commentatore televisivo. Moderno, pacato e supportato da una struttura intellettiva non comune, così sofisticato nel linguaggio e tremendamente chiaro nel farsi capire.

A testa alta e con senso dell'amicizia

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Su quel che era riuscito a fare sul campo c'è poco da aggiungere. È stato un grande campione, avvolgente e coinvolgente. Un leader nato, trascinatore vero, dalla grande personalità. Combatteva sempre. Su ogni pallone e su ogni idea, sempre insieme al gruppo. Quell'abbraccio a Wembley con il suo amico inseparabile Mancini dopo la vittoria della nazionale all'Europeo certifica e sintetizza un sentimento, oltre che un'impresa. E descrive Vialli nell'essenza. Quelle lacrime di gioia nascondevano una prospettiva ridotta. In quell'abbraccio c'era il passato e il presente. Praticamente una vita vissuta a testa alta, con senso dell'amicizia e con tutto se stesso, oltre le piccole o grandi ombre che abbiamo tutti. È finita troppo presto, crudelmente. Ed è finita con grande dispiacere. Vialli è stato un grande personaggio. Un uomo gentile e coraggioso. Ha avuto un grande cuore e una grande storia. Perché gli uomini senza cuore non hanno ragione di essere raccontati o ricordati come lui.