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Terremoto Superlega e 5 ris…POST…e al campionato

Stefano Impallomeni

2) Eriksen, alla fine aveva ragione Conte? L'Inter con il danese vola e ha anche qualità.

"Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo." Questa frase di Eraclito ci può spiegare meglio e sintetizza a grandi linee una storia semplice e non un caso, perché i casi, o presunti tali, spesso sono banalizzati con etichette e pregiudizi, e creati a volte per animare i dibattiti. Nel gioco delle parti, la contrapposizione regge, ma non evidenzia una vera lettura della gestione del centrocampista danese. Conte non aveva nessuna preclusione nei confronti di Eriksen, che non è semplicemente lo stesso calciatore visto nelle sue prime apparizioni con la maglia dell'Inter e l'Inter, agli inizi della stagione, non era la stessa squadra solida e sicura che dimostra di essere in questi ultimi mesi. La ragione è nei fatti. Conte ha il tempismo della scelta quando e come farlo giocare, Eriksen ha il merito di capire dove e come fare la differenza grazie a un dinamismo diverso, un'applicazione diversa, alla capacità di adattamento a un calcio che faticava a digerire. Missione compiuta e tutto scorre senza intoppi nel fiume nerazzurro la cui foce, lo scudetto, è a pochi chilometri di distanza. 

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