il post

Terremoto Superlega e 5 ris…POST…e al campionato

Di Stefano Impallomeni. L'arrivo della Superlega scuote il mondo del calcio mondiale, mentre la giornata di campionato come sempre regala quesiti interessanti...

Stefano Impallomeni

(Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

1) Annunciata la SuperLeague: un nuovo inizio o la fine di tutto?

Un terremoto, non c'è che dire. Questa volta si fa sul serio e all'inizio del nuovo giorno, cioè oggi 19 aprile, è già storia. E non sappiamo ancora se sia un nuovo inizio o la fine di un calcio dei tutti. La SuperLeague scuote il mondo del calcio e non è più un'ipotesi, una bozza di intenti, ma una macchina da guerra, che parte decisa e compatta. Dalle parole ai fatti, con Perez e Agnelli rispettivamente Presidente e Vicepresidente di una Lega che si appresta a sconvolgere non solo economicamente un settore, ma a dividerlo nelle antiche e passionali concezioni. A sorprendere è la velocità impressionante del progetto, catapultato a livello mediatico con tanto di comunicazioni ufficiali e contestuali dei club fondatori, che al momento sono 12 e presto ne diventeranno 20, per un torneo esclusivo e ricavi potenzialmente da capogiro con cifre da 10 miliardi annui con 3.5 miliardi di euro una tantum in base a un criterio di contributi di solidarietà e altro ancora, immaginando gli straordinari bacini d'utenza a disposizione.

Il tutto per lo spettacolo, l'innalzamento della qualità, della ricchezza di ogni forma, la pandemia in corso, per guadagnare e non perdere più, contro la scansione abituale dei campionati che saranno sempre la sede di questa elite calcistica, la quale però si pone l'obiettivo di evadere la classica Champions, di renderla meno appetibile, più limitata nell'interesse dei tifosi e di molti appassionati. La scesa in campo dei club più titolati d'Europa è un vero shock: incredibile anche la velocità di metter su in un baleno account twitter e il sito ufficiale della SuperLeague già pronto e in cui si fa luce chiaramente sul formato e il calendario delle partite. Inizio previsto ad agosto. 20 squadre divise in 2 gironi con andata e ritorno. Le prime 3 classificate di ciascun girone ai quarti di finale più le quarte e le quinte classificate dei gironi per decidere le altre due squadre restanti che andranno a completare i quarti. Poi semifinali e fino in fondo per una finale secca da disputarsi in uno Stadio neutro.  Una fuga in avanti, inaspettata, in cui però appare soltanto "formale " lo scontro ideologico ed etico nei confronti dell' Uefa con cui si cercherà un accordo. La sensazione è che alla fine si trovi un compromesso. I club partecipanti alla SuperLeague giocheranno anche nei campionati nazionali di appartenenza.

Le reazioni di tutto il mondo si intrecciano e continueranno ancora. È un terremoto. Ci vuole tempo per capire bene. L'effetto delle sue conseguenze ancora non si percepisce a fondo. Sembrava impossibile e invece è realtà. Una cosa è certa: lo strappo lassù divide due mondi in uno. Il calcio delle stelle sarà altrove, il resto sarà rappresentato da un borgo di 5 squadre periferico con wild card di ingresso, a stagione, per chi avrà fatto meglio nelle stagioni precedenti per aumentare i sodali partecipanti. O altrimenti, ognuno sta bene dov'è. I tifosi di Liverpool e Manchester United sono contrari alla rivoluzione. Così, dicono, non è più calcio. Anche Klopp sarebbe in disaccordo, tanto per citare disappunti e disgusti vari. Alcune Federazioni sarebbero sul piede di guerra, perché non vogliono assegnare i titoli conquistati in questo campionato a chi fa parte della SuperLeague. Non è playstation, neanche football manager, ma ci assomiglia, anzi è tutto vero stavolta. Tifosi virtuali e non, unitevi, la SuperLeague è nata, mentre un certo tipo di appartenenza, anche fisica, di passione sembra destinata a un progressivo tramonto. Speriamo bene, perché il calcio è di tutti.

Potresti esserti perso