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Sopra la panca, la squadra campa(?)

(Photo by Claudio Villa - Inter/Inter via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Mai visto così bollente e frenetico il mercato allenatori, sempre di più al centro della scena in un calcio che vuole rialzare al più presto la testa. Ma senza top player non siamo sicuri che ci sia una ripresa accettabile.

Stefano Impallomeni

L'effetto Mou, con anticipo nuovo allenatore della Roma, si è fatto sentire. Lo Special One torna nel nostro campionato a distanza di 11 anni e già si avverte un'aria decisamente diversa, più elettrica, se non altro più fresca, che lascerebbe presagire un maggiore interesse della contesa. La mossa della Roma è stata senza dubbio il capolavoro da sottolineare e forse la causa di una reazione a catena che ha provocato colpi di scena incredibili negli ultimi giorni, con ritorni eccellenti e divorzi repentini.

COLPI DI SCENA - Il caso Inzaghi, finito all'Inter nel giro di poche ore dopo aver trovato l'intesa con la Lazio, è forse il più eclatante. Un ripensamento clamoroso quello di Inzaghi, dettato da un'offerta irrinunciabile e, crediamo, da motivazioni innegabili. Accettare la panchina della squadra campione d'Italia, al doppio dello stipendio che gli aveva garantito la Lazio, non è stato così difficile. Nella sua scelta un grazie dovrebbe andare anche ad Antonio Conte, che gli ha spalancato porte e portoni, divorziando di brutto, perché non d'accordo per il ridimensionamento nerazzurro alle prese con questioni di cassa e non solo. Dall'Inter alla Juventus, dove il cambio di marcia è un cavallo di ritorno, desideroso di rivincite e di nuove imprese. Il suo nome è Max Allegri,  che si riprende il trono e stavolta sarà diverso, perché potrà essere più libero di scegliere e di decidere sul mercato dopo la partenza di Paratici. Non sarà semplice la ricostruzione, ma la Juventus conserverà un' ottima base e, per dirla alla Allegri, avrà un fantino scafato e vincente. Napoli e Lazio ancora devono riempire le caselle. De Laurentiis dovrebbe chiudere con Spalletti, Lotito con la carta Mihajlovic da calare sul tavolo. Staremo a vedere i prossimi colpi di scena e movimenti. Nel frattempo Gattuso riparte da Firenze, Pirlo non si sa, Fonseca neanche, mentre Conte potrà vedere con calma dove e quando ripartire dall'estero (Real Madrid, Psg e Tottenham).

TECNICI, MA NON SOLO - Mai visto così bollente e frenetico il mercato allenatori, sempre di più al centro della scena in un calcio che vuole rialzare al più presto la testa dopo una pandemia devastante. Idee, sostenibilità economica, contenimento dei costi, organici funzionali, ricavi da ripensare in qualche modo, sono le parole che spesso sentiamo. Tutto condivisibile e oggettivamente comprensibile, ma attenzione ai punti di caduta verso il basso. Il calcio ha bisogno di entusiasmo e di un sano rischio ragionato per poter vivere e non sopravvivere. E senza calciatori forti, top player, abbastanza maturi e competitivi, che sappiano formare un gruppo vincente, non siamo sicuri che ci sia una ripresa accettabile, al livello di altre leghe europee. Ben venga la qualità delle guide, ma siamo soltanto a metà dell'opera e manca l'altra metà per immaginare una vera ripresa considerevole del nostro campionato. Sopra la panca, la squadra campa?