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Uefa: il tempo stringe, fate il vostro gioco

di Stefano Impallomeni. La nuova linea del Piave del nostro calcio. Non è soltanto un gioco, ma un valore sociale ed economico da tutelare. I tifosi sono in attesa di sapere una volta per tutte cosa sarà di questa stagione.

Stefano Impallomeni

L'UEFA attende sviluppi e più che dettare regole, in attesa del risolutivo Comitato Esecutivo del 27 maggio, al momento  butta giù scenari, gira la clessidra degli appuntamenti e, fatto da non trascurare, allunga la mano nel proprio portafogli in anticipo, perché sarebbero già pronti, da versare nell'immediato, quasi 70 milioni di euro alle 676 squadre che hanno rilasciato giocatori per le qualificazioni ai campionati europei e le partite di Nations League negli ultimi due anni.

Alla luce dell'attuale crisi, un bel calcio diretto al Virus, anche se la strada alla ripartenza appare ancora nebulosa e non certo per colpa del massimo organismo europeo del calcio quanto per un fatto ineludibile dal quale si cerca di smarcarsi in qualche maniera.

Soldi subito, non male, quindi, in attesa che si definiscano meglio i tempi e le modalità di ripresa all'attività che verrà stabilità di paese in paese con pieno senso di responsabilità. Questo almeno è l'auspicio di tutti gli interessati. In primo piano il rispetto della salute e non potrebbe essere altrimenti. Il Sottogruppo Medico Scientifico, supervisionato dal prof. Meyer, farà il possibile per coordinarsi con gli altri Comitati Scientifici Medici sulle linee guida da tenere. Più o meno stessi intendimenti e procedimenti all'insegna della massima collaborazione e nel tentativo di immaginare una luce in fondo al tunnel.

La questione è sempre la solita:  come e quando uscirne e dove il quando sembrerebbe essere più decisivo del come. Ma vediamo quali saranno i probabili scenari offerti dall'UEFA a tutte le 55 federazioni.

1) L'obiettivo, la soluzione migliore, sarebbe quello di completare i campionati, attualmente sospesi, nel massimo rispetto della salute, consentendo alle squadre di qualificarsi per le coppe in base al merito sportivo rispettando il loro formato originale.

2) Ove non fosse possibile rispettare la prima ipotesi l’UEFA aprirebbe alla ripresa con un altro tipo di formato ( play off e play out).

3) In caso di stop definitivo sempre la stessa UEFA richiederà a ogni Federazione di selezionare le squadre per le coppe in base al merito sportivo basandosi su “principi obiettivi, trasparenti e non discriminatori”.

Cosa significa quest'ultima ipotesi: lo scenario ahinoi peggiore, ossia quello del game over definitivo? In buona sostanza con l’Uefa che decide di non decidere. E la Federcalcio, in questo senso, obbligata e libera di determinare i posti idonei, di confermarli,  secondo i principi già detti. Alla UEFA, dunque, spetterà l'ultima parola riservandosi il diritto di rifiutare o validare l'ammissione delle squadre sebbene il merito sportivo sgomberi ombre e garantisca al di sopra delle parti eventuali irregolarità che saranno rispedite al mittente.

Insomma, ultima parola alla UEFA, ma anche ultima chiamata da parte di Ceferin ai naviganti, in questo senso. Perché entro il 25 maggio le Federazioni dovranno comunicare eventuali chiusure (stop imposto dal Governo), due giorni prima del Comitato Esecutivo che stabilirà definitivamente la calendarizzazione di Champions ed Europa League.  Il mese dedicato alle coppe europee sarà agosto, ma l’ Uefa vuole sapere chi sarà dentro o fuori con i campionati, prima di decidere date e modalità. Le carte di Ceferin sono state calate, ora la palla passa al nostro Governo, che non può essere più vago su una data certa della ripresa del campionato. Più si temporeggia in questo senso, più il tempo scorre, più le speranze di rivedere una ripartenza diminuiscono.  C'è il come e il non quando riniziare e c'è una data da segnarsi: il 25 maggio è la nuova  linea del Piave del nostro calcio. Il Governo decida il giorno della ripartenza. Senza ulteriore melina. Il calcio non è soltanto un gioco, ma un valore sociale ed economico da tutelare. I tifosi sono in attesa di sapere una volta per tutte cosa sarà di questa stagione. Nel frattempo, Gravina proroga sino al 2 agosto, ma senza una scadenza precisa, si rischia.