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Serie A, tra resurrezioni e inferni

Di Stefano Impallomeni. L'Inter vola verso il paradiso tricolore, per i posti in Champions League la corsa si fa indecifrabile. E la Juventus cade in un limbo di non protagonismo a cui non è di certo abituata...

Stefano Impallomeni

"Una mezza sentenza, nuove resurrezioni e inferni imprevisti segnano una Pasqua che ribalta i rendimenti dei mesi scorsi, al netto della prima della classe che squarcia un solco difficilmente recuperabile. L'Inter vola sicura verso il pronostico e quel che più conta, a nove giornate dal termine, si scopre senza grandi rivali, perché il Milan è ufficialmente affaticato, sempre più distaccato e ora insediato seriamente da una concorrenza agguerrita. Conte prende il largo a Bologna e mercoledì con il Sassuolo potrebbe ipotecare un trionfo che attende soltanto una aritmetica certezza. L'Inter resta l'unica eccezione che conferma la regola del suo valore. E comanda con un calcio lineare, ermetico quel che basta, direttamente proporzionale a uomini e mezzi, rompendo gli equilibri quasi sempre con gli interpreti principali. Lukaku imperversa, suggellando al meglio un patto di ferro stabilito al suo arrivo a Milano. Il belga non tradisce la fiducia del suo allenatore, che contro ogni scetticismo iniziale, vedi eliminazione in Champions, costruisce con testardaggine un consenso profondo in uno spogliatoio dove ognuno non va più per conto proprio e contribuisce alla causa. Eriksen e Perisic i nuovi apostoli del corso virtuoso che marca una differenza di mentalità rispetto alle avversarie. Perché se l'Inter cresce con senno nell'arco di un campionato anomalo e di difficile lettura, le altre stentano ad arrivare alla maturazione che serve per centrare la gloria.

"CORSA CHAMPIONS - La Pasqua è quindi più nerazzurra che mai, mentre dietro i dubbi avanzano spediti. La nebbia si fa fitta per i piazzamenti Champions. Tre posti disponibili, con il Milan invischiato e non più sicuro di nulla, viste le nuove scalate e le cadute improvvise in cui si ficca una Juventus prevedibile e sfibrata. La resurrezione del Napoli è senza dubbio il fatto più rilevante da considerare. Gattuso è la prova di una forza che va oltre il silenzio stampa imposto dal club. Ringhio tace e vince, infischiandosene del suo futuro. Il salto in alto è stato piazzato al momento giusto della stagione. Milano e Roma le due tappe della svolta, con i recuperi di Osimhen e Mertens risultati decisivi. Il Napoli è tornato a essere il risultato della sua prestazione, anche quando si distrae. È potenzialmente senza limiti, se vuole. La sfida con la Juventus può essere lo sbocco verso una scalata senza freni. L'Atalanta tiene con i soliti noti. Muriel prepara il terreno a Zapata e viceversa. Gasperini ha due bomber eccezionali, che congiungono un gioco che si conosce, ma non si argina facilmente. La Lazio tiene botta e, con una partita in meno, ha la possibilità di rientrare, mentre la Roma fa registrare una flessione considerevole in cui assenze e non ottime condizioni atletiche di alcuni calciatori fanno la differenza in negativo. Il pareggio di Reggio Emilia con il Sassuolo arretra le ambizioni, penalizzando quello di buono fatto fino a qualche giornata fa.

 (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

"LIMBO BIANCONERO - Ma la notizia di questa Pasqua è la frenata netta della Juventus, che scivola nel vuoto di stimoli e contraddizioni, dopo un derby acciuffato dalla scaltrezza di CR7. Senza il portoghese sarebbero stati dolori ancora più forti e Pirlo appare soggiogato da una ricostruzione che necessita di tempi e modi adeguati. La Juventus non domina più gli avversari e fatica a stabilirsi una stima, che cambia di volta in volta, di partita in partita, qualunque sia la competizione o l'avversario. Non si sa più contro chi può vincere come in passato. È un nuovo scenario che preoccupa e fa rumore. I bianconeri hanno un valore inafferrabile, suscettibile, abbastanza complesso da determinare. In partenza sembravano i favoriti con l'Inter per la vittoria finale e invece ora stanno lì tra coloro che son sospesi, finiti in un inferno imprevisto, retrocessi nelle intenzioni e in una forza che non esiste più, assai limitata e ben percepita dagli avversari, vedi Benevento e Torino. La Vecchia Signora è improvvisamente piombata in una realtà che non conosce da circa un decennio. Si abituerà a questo nuovo presente, a vivere in questo limbo di non protagonismo? La risposta tra pochi giorni. Mercoledì 7 aprile contro il Napoli conosceremo il primo parziale verdetto sulla sua tenuta generale. C'è ancora tempo per evitare l'abisso. 

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