Scudetto, sarà sempre scontro indiretto

Di Stefano Impallomeni. In questa stagione nessuno si senta escluso, perché c’è una direzione costante, ma non ancora un dominio. E l’impressione è che il titolo si vincerà dopo un lungo giro comune, nei paraggi delle province del nostro calcio e non necessariamente avendo la meglio negli scontri diretti…

di Stefano Impallomeni

Sospiri da scudetto e speranze da coltivare: avanti, c’è posto. In questa stagione nessuno si senta escluso, perché c’è una direzione costante (Milan), ma non ancora un dominio. Piccole differenze e carburazioni lente, al momento, non determinano eccellenze certe. C’è una discreta competizione, livellata, un gruppo più o meno nobile esteso a sette squadre, che si equivalgono nel rendimento. Tutte lì con il metro a misurare dettagli, distanze, mezze delusioni o accelerazioni impreviste. Tutto in divenire, insomma, e nessuna certezza con un nuovo equilibrio. Dai 17 punti della Lazio (con in più gli intrusi Sassuolo e Verona) ai 27 del Milan: 10 punti nel traffico per arrivare in cima. Non pochi, ma neanche tanti considerate le giornate disputate.

TOUR DE FORCE – Da qui al 23 dicembre altri tre sforzi, prima della mini sosta, prima del mercato delle idee, vista la crisi, e poi la lunga tirata per vedere chi terrà il passo risolutivo. Ressa nobile, tosta, in cui servirà maggiore attenzione rispetto ai primi turni, perché ritardi ed errori in un certo periodo rischiano di cristallizzare situazioni e posizioni. La sensazione è che qualche segnale importante arrivi in questa settimana, a cominciare dal  turno infrasettimanale che non dirà tutto, ma abbastanza, sulla tenuta delle contendenti. Ed ecco serviti, alla dodicesima, i primi test indicativi per sapere a che punto è lo stato generale delle forze in campo. Due scontri diretti a Milano e a Torino, mentre il Milan, in attesa, del ritorno di Ibra, a Genova, cercherà di ritrovare i punti persi contro il Parma nell’ultimo turno di campionato. Inter e Juventus, quindi, sotto la lente di ingrandimento. Conte contro Gattuso e Pirlo contro Gasperini, sfide interessanti anche sul piano strategico.

(Photo by Claudio Villa – Inter/Inter via Getty Images)

SCONTRI DIRETTI – L’Inter non può più sbagliare e deve vincere per scrollarsi di dosso un po’ di dubbi, dopo che nelle partite importanti con Milan, Lazio e Atalanta ha saputo racimolare soltanto 2 punti. Andiamo oltre, con un breve riassunto su alcuni rendimenti delle altre. Napoli a vuoto contro Juve, a tavolino, e Milan, rullo compressore contro la Roma e contro l’Atalanta. Dea che a sua volta ha fatto benino contro l’Inter, pareggio, male contro il Napoli ed è stata sontuosa contro la Lazio. Juventus, imbattuta come il Milan, pericolante contro la Roma, un pari, poi un altro punto contro la Lazio, mentre sappiamo come sono arrivati i tre punti con il Napoli. Per la Roma due pari con Juventus e Milan, più la sconfitta con il Napoli. Stesso ruolino per la Lazio, battuta dall’Atalanta e che si è divisa i punti in palio con Inter e Juventus. Sassuolo e Verona, degne e meritevoli di attenzione, ma per ora consideriamole outsider, aspettando ulteriori verifiche. Alla fine, solo, il Milan va giù dritto e determinato negli scontri diretti: tra Inter, Napoli e Roma, ben 7 punti conquistati.

MARATONA – Eppure, ciò nonostante, non notiamo fugone o sconquassi rossoneri. Il Milan è primo in classifica, la squadra migliore che ha più punti conseguiti negli scontri diretti, ma come vediamo non tutto torna, perché l’Inter è a una sconfitta di distanza, quella subita nel derby marchiato a fuoco da Ibra. Scontri diretti importanti, dunque, però significativi fino a un certo punto. Lo scudetto probabilmente si vincerà nell’ordinaria amministrazione e neanche con gli attacchi e le difese migliori del torneo. Non è una certezza, per carità, soltanto una sensazione, in attesa dei fatti. Il titolo, a occhio, si vincerà dopo un lungo giro comune, nei paraggi delle province del nostro calcio e non necessariamente avendo la meglio negli scontri diretti in cui sarebbe utile uscire indenni, anziché collezionare vittorie sporadiche, discontinue, più che altro emozionali, in un percorso dove la somma vera, vincente, dei punti dipenderà dal resto. Molto, se non tutto, dipenderà dalla solita maratona, da quelle battaglie ritenute facili e scontate da vincere, dove e quando abbassare la tensione e l’attenzione costerà caro.

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