Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

il post

Roma, la città eterna del Sogno Azzurro

Roma, la città eterna del Sogno Azzurro

Di Stefano Impallomeni. Gli Azzurri in campo, la terapia migliore per risollevarsi e sognare insieme. Inseguendo quel sogno chiamato Wembley e realizzato nel 1968 guarda caso proprio a Roma contro la Jugoslavia

Stefano Impallomeni

Nessuno si senta escluso e avanti tutta, senza paura, dal primo all'ultimo, tutti insieme. Non è uno slogan, ma il pensiero comune di un gruppo che sa quel che vuole e che spera di lasciare il segno. Ed è soprattutto il paradigma di una guida sapiente e paziente, il pensiero di Roberto Mancini, il rivoluzionario, che ha saputo ribaltare gli Azzurri dall'inferno al paradiso, trascinandoli in una nuova e ambiziosa dimensione. Questo è in buona sostanza. Un vigoroso e orgoglioso guanto di sfida, alle concorrenti e a quella Francia considerata da molti quale maggiore indiziata per la vittoria finale. La sensazione è che siamo tornati grandi, capaci di un protagonismo che sembrava scomparso appena tre anni fa. E allora, è arrivato il momento di cambiare mentalità. Avanti, con coraggio per rotte impegnative.

ENTUSIASMO - La missione è tosta: partire da Roma per arrivare a Londra non sarà assolutamente facile, ma neanche così difficile da immaginare. L'Italia, questa volta, appare diversa e più consapevole dei propri mezzi, come in passato, come la storia del nostro calcio spesso ci ha raccontato. Dopo la vergogna per l'eliminazione dal mondiale in Russia 2018, ecco giunta a nostra disposizione la grande opportunità, l'occasione del riscatto, del ritorno tanto atteso. I presupposti per fare bene ci sono, i requisiti tecnici anche. L'abbondanza di entusiasmo e una sana voglia di stupire potranno fare il resto. Non resterà che attendere le prossime prove per saperne di più e pesare forse l'unico dubbio relativo a una pressione differente, al perentorio dentro e fuori che una competizione del genere comporta.

 AMSTERDAM, NETHERLANDS - SEPTEMBER 07: Head coach of Italy Roberto Mancini and Gianluca Vialli of Italy pause for the camera before to the UEFA Nations League group stage match between Netherlands and Italy at Johan Cruijff Arena on September 7, 2020 in Amsterdam, Netherlands. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

CRASH TEST - Coltivare una speranza, un sogno, credendo di potercela fare, sopportando la pressione di una fase finale per molti calciatori non ancora del tutto assimilata, sarà la chiave d'accesso principale verso il superamento degli ostacoli. Siamo pronti e curiosi, quindi, come gli Azzurri, per scoprire cosa accadrà. E siamo fiduciosi, perché L'Italia, alla partenza, si presenta alla grande grazie a tecnica, solidità, versatilità, velocità, senza dimenticare la tanta fame di gloria. Non vediamo l'ora che tutto inizi, con la speranza che il sogno diventi pian piano, partita dopo partita, una meravigliosa realtà. Poche ore ancora, e si farà sul serio. Dopo il dominio nelle qualificazioni e in Nations League sarà il momento del "crash test" per capire quanto sia possibile trovare la strada finale di Wembley e quanto davvero questa nazionale sia forte come ha ampiamente dimostrato da quando è sotto la gestione Mancini. La Turchia, il primo avversario, da superare in un esordio tutto in casa e con un po' di pubblico allo Stadio Olimpico.

DA ROMA A LONDRA - Roma, centro del mondo e capitale d'Italia, il degno palcoscenico per il primo auspicabile acuto. Mancini predica umiltà, attenzione e rispetto per questa Turchia. Giusto così: il calcio non è così dilatato nelle conoscenze e ognuno impara, si adatta, ti può sorprendere quando meno te l'aspetti. Questa Nazionale può non avere limiti, perché è un'Italia che conquista, dà fiducia, che si fa seguire e perché sul campo si comanda il gioco, si vuole, si osa. Giocare la prima (e tutto il girone) a Roma non è un dettaglio trascurabile e potrebbe essere il segnale di un buon destino. E allora, godiamoci questa partenza: al via da Roma, centro del nostro Europeo, e poi si vedrà. Non è tutto, ma abbastanza per definire l'inizio migliore, quello buono per uno sprint significativo, per farci sentire più normali e più lontani dalla morsa del Covid. Gli Azzurri in campo, la terapia migliore per risollevarsi e sognare insieme. Inseguendo quel sogno chiamato Wembley e realizzato nel 1968 guarda caso proprio a Roma contro la Jugoslavia. Una fine e un nuovo inizio, a Roma, nello stesso Stadio a distanza di 53 anni cercando la via di Londra, ultima tappa del percorso. Speriamo, davvero, che tutto ciò avvenga e sarebbe il massimo dopo il minimo vissuto per più di un anno. Dopo le ondate e le secchiate inesorabili di lockdown, contagi, isolamenti e purtroppo decessi dovuti alla pandemia più diabolica del nuovo secolo. Una vittoria, un'altra e un'altra ancora. "Onorando ogni minuto", come ha scritto Mancini in una lettera agli italiani. Proviamoci, perché ne abbiamo bisogno. Forza Azzurri.