Porte chiuse e…

Porte chiuse e…

Di Stefano Impallomeni. Nessuna Assemblea straordinaria e un Consiglio di Lega allargato, ma la decisione arriva dal Governo. Un mese di calcio a porte chiuse con obbligo di controlli sanitari per i tesserati. Un nuovo scenario che sembra delineare un periodo di unità di intenti.

di Stefano Impallomeni

Nessuna Assemblea straordinaria e un Consiglio di Lega allargato, ma la decisione arriva dal Governo. Un mese di calcio a porte chiuse con obbligo di controlli sanitari per i tesserati. Dopo tanto chiasso, polemiche e ruvide stoccate, almeno un nuovo scenario che sembra delineare un periodo di unità di intenti, fino naturalmente a nuove disposizioni e a una normalità che si spera possa arrivare il prima possibile.

Inutile star qui a dividersi su tempi e modalità della scelta da parte del Governo e lasciamo un attimo in disparte l’eccessiva litigiosità dei club e di una Lega Calcio che in questo contesto deve necessariamente fare un passo indietro. Inutile star qui a dividersi su torti o ragioni. Meglio guardare avanti, magari scegliendo percorsi da definire senza criticità. L’espansione del Coronavirus impone responsabilità e nessun tipo di ostruzionismo. Non si può sottovalutare il momento e urge una super collaborazione tra le parti in causa, al fine di raggiungere un obiettivo comune di buon senso, seppur di medio termine, nonostante sia evidente che a perderci soldi e vantaggi sono i club.

In questo nuovo scenario, però, ci sarebbe spazio per vedere meglio una piccola luce in fondo al tunnel per via delle varie costrizioni. E con più serenità l’altra faccia della medaglia. Perché in fondo è una decisione nuova che apre alla continuità dell’attività nonostante le restrizioni per il pubblico allo stadio. E quantomeno appare essere un provvedimento equo almeno per un mese, perché tutti, a turno, giocheranno o in casa o in trasferta ma sempre a porte chiuse. In definitiva, è una presa di posizione del Governo da condividere in cui ogni club, siamo certi, aderirà capendo la situazione d’emergenza del paese dettata da un disagio che si sta facendo sempre più ampio, legato specialmente ad un sovraccarico delle strutture sanitarie che stanno compiendo miracoli e sforzi immani.

Detto questo, però, la vera notizia riguarda i controlli sanitari per tutti i tesserati (con un super decalogo da osservare stilato dai medici sportivi):  che ben vengano. Per la tutela di tutti e per avere la massima trasparenza, una prevenzione obbligatoria è fondamentale perché anche il mondo del calcio non è avulso dalla dura realtà in cui siamo costretti a vivere. Una nuova misura precauzionale non indifferente, dunque, che potrebbe aprire a nuovi scenari di cui possiamo immaginare le conseguenze. E allora ecco che per non farsi trovare impreparati, sarebbe auspicabile trovare altre soluzioni all’interno degli altri “Governi”. Quelli del calcio e della Lega di Serie A con l’esigenza (?) di pensare a una nuova norma interna che disciplini la sorte del campionato in caso di un suo stop definitivo. Ci auguriamo naturalmente che non accada mai, ma FIGC e Lega di Serie A immaginiamo siano già al lavoro per fare chiarezza prima che sia troppo tardi. Si naviga a vista, ovviamente, ma sarebbe il caso di prevenire sospetti, retropensieri e polemiche stucchevoli, riflettendoci e introducendo norme, in merito a un finale di campionato anticipato, che al momento sembrano non esistere nello Statuto della FIGC, né in quello della Lega.

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