Neri e Azzurri, sliding doors Champions

Neri e Azzurri, sliding doors Champions

Di Stefano Impallomeni. La serata di Champions ci consegna una quasi consacrazione, Zaniolo, e poche ore più in là, nel giorno successivo, una clamorosa retrocessione, quella di Icardi, che non è più il capitano dell’Inter.

di Stefano Impallomeni

Fenomeni e ribaltoni. E soprattutto tensioni. Tecniche e di comportamento. La serata di Champions ci consegna una quasi consacrazione, Zaniolo, e poche ore più in là, nel giorno successivo, una clamorosa retrocessione, quella di Icardi, che non è più il capitano dell’Inter. Sono le due notizie forti in mezzo a una settimana che probabilmente lascerà un segno sulla prossima caccia a un posto per la Champions che verrà.

AZZURRO – Zaniolo non interroga più, spedisce palloni in rete da veterano, gioca con la personalità dei grandi. È un giovane rivoluzionario di azioni e pensieri circoscritti. Gioca, decide e parla il giusto, entro un confine logico, senza perifrasi. Una specie di Pogba, almeno per Capello, che di campioni se ne intende. Stessa mentalità nel non fare giocate scontate, stessa dose di rischio e ottimi polmoni che assecondano leve sicure e piedi importanti. C’è una traccia nuova, diversa, in una Roma che ha saputo mostrare un altro volto, più equilibrato e molto italiano, visti i sette calciatori nostrani che sono scesi in campo. Made in Italy for Mancini. Per la nazionale, per il nostro movimento. Era quel che ci mancava, oltre la rilevazione in se stessa. Aria nuova, fresca. Zaniolo come mentolo, da respirare e da godere.

NERO – A Milano, invece, alle prime ore del pomeriggio, in un mercoledì che non è da Champions, ecco servito il grande strappo, con la fascia di Maurito che scivola sul braccio di Samir Handanovic. Il numero uno, il paratutto, così sperano i dirigenti nerazzurri. Si definisce la cronaca di una morte annunciata, nessun nuovo fenomeno, ma uno vecchio, che sarebbe più un imbarazzo che altro. L’Inter formalizza la capitolazione del suo uomo simbolo, di un bomber che ha saputo segnare tanto e che probabilmente continuerà a farlo, ma che ora parla poco e lascerebbe fare troppo. Giù il totem quindi, e nessuno giù per terra. Icardi però resta a casa, silurato, triste y quanto final… Non sarà più il capitano di un gruppo che andrà indirizzato altrove e oltre le esternazioni della sua compagna manager. Marotta stende il suo primo capitolo e fissa i paletti, in attesa di nuovi sviluppi. L’Inter si prende lo stesso rischio che un tipo come Zaniolo sa prendersi in campo grazie a esuberanza e prestanza.

CHAMPIONS – Icardi sempre più nero e Zaniolo sempre più azzurro. Sono loro le due facce di una medaglia di mezza settimana, gli antipodi inattesi e non trascurabili da considerare. Sono loro i rischi più o meno calcolati per vedere come si arriverà in fondo a questa corsa affollata e nervosa verso la prossima Champions. Atti inediti e chissà, sliding doors fatali che potrebbero incidere non poco. Gli altri contendenti osservano. La Champions regala ancora incertezze, invia messaggi, spariglia umori. Che la si giochi oggi o la si immagini domani, fa poca differenza. Ma in fondo, forse, in un modo o nell’altro una differenza ci dovrà pur essere. Che tipo di differenza, però, ancora non lo sappiamo.

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