Mancini, l’illuminista geniale

Di Stefano Impallomeni. Il calcio azzurro è più elettrico e magnetico che mai. Tutti segnano, tutti giocano, tutti si divertono e tutti crescono nel segno di principi moderni e brillanti. Il Mancio nazionale è la bella rivelazione, la cronaca di un saper fare bene con il fine giusto.

di Stefano Impallomeni

In un paese in cui il disagio è vario e diffuso, c’è una luce viva che alimenta una speranza. E che ci illumina verso un cammino che si spera abbia un traguardo degno. Il calcio azzurro è più elettrico e magnetico che mai. Tutti segnano, tutti giocano, tutti si divertono e tutti crescono nel segno di principi moderni e brillanti. L’Italia è un arcobaleno di talenti variegati, funzionali, e gioca il miglior calcio in Europa, e forse non solo in Europa: un fatto che qualcuno vorrebbe trasformare in opinione. E, invece, eccola qui, costante, l’onda delle emozioni che tutto travolge e avvinghia. Gli azzurri incantano e trascinano, incuriosendo anche gli scettici.

CAMBIAMENTO – La nazionale di Mancini è senza ombra di dubbio la novità sostanziale di un cambiamento positivo e fragoroso, molto razionale e parecchio geniale. La tecnica asseconda l’agonismo, scatenando chimiche devastanti per gli avversari. È un belvedere di gesti e movimenti, una marcia spedita di qualità individuali messe al servizio del collettivo. Il Mancio nazionale è la bella rivelazione, la cronaca di un saper fare bene con il fine giusto, ossia quello di risultare essere più temuti che snobbati. Ora gli avversari sanno chi siamo. E cosa valiamo. E noi pure sappiamo chi siamo e quanto valiamo. Rompere con il passato, seppur rilevante, scavare nel profondo e liberare estri e capacità straordinarie sono stati gli atti decisivi del rilancio a favore di un movimento impaurito e rannicchiato, finito all’angolo del mondo, e assediato da colpevoli miopie. Questa volta non c’è solo un record da celebrare, statistiche fredde da elencare, un dominio oggettivo e assoluto di gioco e di vittorie da considerare, ma c’e’ da elevare l’altro compito più importante.

MANCIO LEADER – Un altro compito molto alto che si è saputo tradurre in saggezza inattesa e virtuosa. Una visione eccezionale che ha saputo coniugare ragione e sentimento. Un Mancio unico e più maturo é il segreto di questa nuova nascita, ottimo precursore di una leadership moderna, in cui il coraggio di far sembrare facili le cose difficili ha fatto la vera differenza. Al netto dei risultati, sempre importanti per carità, è questa la via più giusta da seguire. Con una considerazione finale: siamo nati e non rinati, perché questa nazionale, come mai in passato, sta indirizzando il proprio destino grazie a un calcio meraviglioso, utile e bello. È questa la strada più nuova e più sicura mai vista in precedenza che abbia saputo costruire un Ct azzurro. E come si dice e s’è detto, a volte, il successo è soltanto il sosia della capacità e del merito, e sa ingannare la storia. Ecco perché in attesa di Euro 2020 Mancini, l’illuminista geniale, ha già vinto.

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