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L’Appunto

MILAN, ITALY - AUGUST 21: Members of FC Internazionale celebrate their team's third goal scored by Arturo Vidal during the Serie A match between FC Internazionale and Genoa CFC at Stadio Giuseppe Meazza on August 21, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Nuovi lifting e talenti ritrovati in un torneo che registra l'assenza di una Juventus mai così fragile e confusa.

Stefano Impallomeni

Dopo due giornate tutte lì insieme a punteggio pieno, o a pochi metri come l'Atalanta, fermata sul pari dal Bologna. Tutte, tranne la Juventus che si rivela la vera delusione di questo prologo di campionato. Il giro è appena iniziato e subito alla ripresa due tapponi di montagna con Milan-Lazio e Napoli-Juventus per la prima spariglia di stagione, per il primo tentativo di strappo in alto o di rientro dal basso in un gruppone che promette battaglia. Le sette sorelle (che al momento sono sei, ma mai dare per finita la Signora) sono belle e forti, alcune davvero eleganti, con la sensazione di esser già delineate nelle rispettive potenzialità e ambizioni.

Nessuna grande somiglianza e ognuna una propria peculiarità. Però, qualche parentela alla lontana, sull'aspetto della capacità di coprire meglio il campo, esiste. In questo senso bene Inter, Milan e Roma: già compatte, abbastanza sicure, più consapevoli. La Lazio è senza dubbio la più bella, il Napoli la più scontrosa. Tutte insomma molto in palla, ognuna con un perché e una forza. Bel campionato: ottimi allenatori, guide lucide e grandi bomber. Immobile, Correa, Abraham, Petagna, Giroud sono le grandi firme dell'ultimo turno, sebbene qualcun altro non sia stato da meno.

Nel prologo, nuovi elementi si affacciano, o meglio riemergono, con una prepotenza significativa e un rendimento che fa ben sperare. Pellegrini, Tonali, Darmian, Felipe Anderson e Koulibaly sono stati gli uomini in più di questo momentaneo abbrivio. Nuovi lifting e talenti ritrovati in un torneo che registra l'assenza di una Juventus mai così fragile e confusa. C'è il mercato, aperto ancora per poche ore, per sistemare meglio quello che non va, a patto che la toppa non sia peggio del buco: perché, prima di un CR7 o di un Icardi, è d'obbligo tornare squadra. Prima, appunto, che sia troppo tardi.