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L’Appunto

TURIN, ITALY - DECEMBER 02: Federico Chiesa of Juventus celebrates after scoring his team's first goal during the UEFA Champions League Group G stage match between Juventus and Dynamo Kyiv at Allianz Stadium on December 02, 2020 in Turin, Italy. (Photo by Filippo Alfero - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. I salvatori della patria bianconera sono quelli che erano finiti nel mirino delle critiche. Brahim Diaz segna un gol importante. Andreazzoli Granduca di Toscana.

Stefano Impallomeni

Con lo Spezia i salvatori della patria bianconera risultano essere quelli che erano finiti nel mirino delle critiche. Risposte green, in attesa di uscire dalla comfort zone, come dice Allegri. Per ora, però, punti alla mano e oltre gli sfoghi, è soltanto zona retrocessione. Gioventù e carattere, alla fine, risolvono in una valle desolante di titubanze da parte di una squadra capace di mostrare qualcosina, fuorché un equilibrio. Kean, Chiesa, De Ligt e Locatelli sono gli uomini d'oro che salvano la baracca e portano i primi tre punti in campionato. I primi tre segnano, l'ultimo sbarra la strada ad Antiste davanti alla linea di porta bianconera. Il probabile 3-1 della formazione di Motta lascia spazio a una rinascita fin lì impensabile. È questo il momento della svolta, le sliding doors che fanno risorgere una squadra letteralmente stordita, chiusa in se stessa in un affanno indicibile, oltre ogni più rosea immaginazione. La partita della Juventus si trasforma in una specie di calvario, con stazioni dolorose, umilianti e con una luce finale, quella della prima vittoria. Non possiamo dire altro né sapere se questo sarà l'inizio di un nuovo campionato o un galleggiamento anonimo in una confusione che si percepisce specialmente da alcune scelte, non del tutto convinte e definitive. In un sottosopra costante, costituito da vantaggi non conservati e rimonte finalmente portate a termine, come contro lo Spezia, conterà in primo luogo lo sforzo continuo e non tanto forza, talento e intelligenza che faranno la differenza in una seconda fase. Viviamo contesti in cui si cerca di essere più importanti che utili, ma c'è qualcuno che merita attenzioni differenti come Chiesa che ha dimostrato di voler essere più utile che importante. È lui che invia il segnale giusto nella confusione dell'apparenza. Un segnale da Juventus, per questa Juventus, in attesa che si cambi marcia, perché parecchie cose non tornano. Infine, due note. La prima riguarda la crescita di Brahim Diaz, che segna un gol importante nonostante non giochi una grande partita. Ha mentalità e carattere per essere da Milan. L'Empoli dimostra ancora una volta che sa fare calcio, fuori e dentro il campo. Un laboratorio eccezionale da circa 30 anni a questa parte. Organizzazione, giovani interessanti e passione. Dopo Allegri è il turno di Mazzarri: entrambi arresisi ad Andreazzoli, Granduca di Toscana.