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L’Appunto

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di Stefano Impallomeni. Parigi incorona Carlo IV, che fa la storia della competizione. La sua gioia è anche la nostra. Un italiano in cima alla classifica dei record. Sembrava impossibile e invece è tutto vero. Grande Carletto.

Stefano Impallomeni

Da stasera chiamatela pure Champions Ancelotti. Parigi incorona Carlo IV, che fa la storia della competizione. Poker servito tra ritardi dovuti a scontri nel prepartita e problemi di sicurezza a un avversario fortissimo, battuto con il fato a favore e un super Courtois. Poker #porla14 del club come recita l'hashtag madridista su twitter. Nessuno come il Real, 14 Champions vinte. E nessuno come Carletto pokerista predestinato con due coppie fisse: milanista, madridista. E ora primatista assoluto dopo aver superato Bob Paisley (Liverpool) e Zinedine Zidane (tripletta consecutiva proprio con il Real) in tribuna a Parigi ad assistere alla finale. È un Real Madrid che si piega ma non si spezza come il suo allenatore. E stavolta i protagonisti non sono i soliti Benzema e Modric, pur sempre trascinatori, ma gente come Carvajal e Valverde, davvero eccezionali come le parate di Courtois, il migliore in campo. Senza dimenticare naturalmente il gol che vale il trofeo messo a segno da Vinicius altro fenomeno, l'ennesimo, sbocciato nella Casa Blanca patria di talento e vittorie.

Il trionfo è meritato e per nulla scontato, perché il Liverpool ha tambureggiato e ci ha provato, ma forse era tutto già scritto. Per Ancelotti, dopo le esperienze con Napoli ed Everton, si tratta del ritorno naturale alla sua dimensione. Nato per vincere, alla sua maniera. Calcio essenziale e di posizionamento con fiammate brucianti, logiche e determinanti. Ha vinto tutto da calciatore e da allenatore. E stasera ha raggiunto l'Olimpo. Non c'è altro da aggiungere: la seduta è tolta. Ancelotti è il più vincente di tutti, un pezzo unico in una Champions conquistata con lucidità, strategia e cuore dopo aver fatto fuori il PSG, il Chelsea campione in carica, poi Guardiola e infine Klopp, il meglio che ci sia in circolazione. Imprese straordinarie senza avere la squadra più forte. Per questo motivo è la Coppa della sua storia, mai sudata come in queste circostanze. Quasi fuori in semifinale e quasi sempre in bilico stasera, ma alla fine è Hala Madrid. La sua gioia è anche la nostra. Un italiano in cima alla classifica dei record. Sembrava impossibile e invece è tutto vero. Grande Carletto.