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L’Appunto

MILAN, ITALY - OCTOBER 24:  Head coach of FC Internazionale Simone Inzaghi reacts during the Serie A match between FC Internazionale and Juventus at Stadio Giuseppe Meazza on October 24, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Contava vincere e l'Inter lo ha fatto dimostrando di essere la squadra più forte del campionato.

Stefano Impallomeni

Come una finale, aveva detto Inzaghi. E così è stato, senza mezze misure, con la testa e la determinazione di chi vuole lo scudetto. Contava vincere e basta. E l'Inter lo ha fatto dimostrando di essere la squadra più forte del campionato. La sensazione che esce da questo sabato è l'enorme dimostrazione di forza e di differenza nerazzurra, dalla sofferenza dello Stadium con la Juventus alla rinascita più consapevole, quasi convinta di chi non conosce più complessi e paure. Diciamolo chiaro: solo l'Inter può buttare via questo campionato. Questa volta, contro la Roma, niente partenze a razzo. È stata la vittoria della ragione, della pazienza e del sangue freddo. Nessun ritmo alto ma uno svolgimento perfetto e vario del copione, cronometro alla mano, sapendo ritrovare i tempi e gli spazi di dicembre. È un'Inter larga e lunga, con la testa, con i piedi e con la corsa. È un’Inter padrona del campo e del proprio destino, che sa sbucare verticalmente con e senza palla con uno studio accurato della partita e dell'avversario e con i colpi messi a segno al momento giusto. È un'Inter di nuovo entusiasta che sa gestire, mordere, ragionare, accelerare e colpire anche da fermo. Lautaro è in stato di grazia. La B2, Barella e Brozovic, è tornata tirata a lucido. Rifunziona tutto. Inzaghi cambia e vince. E intorno a lui c’è un'allegria produttiva, positiva. San Siro canta e applaude. Anche Mourinho si inchina e lo riconosce: sono i più forti. La sua Roma battuta dopo 12 risultati utili consecutivi in campionato, si arrende con onore e non  esce ridimensionata, ma attenzione perché in questo finale da tutto o niente in Italia e in Europa serve crederci. Complimenti anche a Sozza, appena una ventina di presenze in serie A e una conduzione di gara autorevole, senza errori, con grande personalità. L'arbitro della sfida, descritto dagli esperti quale fenomeno della nuova generazione, risulta essere il migliore in campo. Bravo.