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L’Appunto

CESENA, ITALY - SEPTEMBER 27:  Vincenzo Italiano head coach of Spezia Calcio gestures during the Serie A match between Spezia Calcio and US Sassuolo at Dino Manuzzi Stadium on September 27, 2020 in Cesena, Italy.  (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

di Stefano Impallomeni. Il timore di perdere, a volte, è più importante della sicurezza di vincere. Questa la morale del pomeriggio della 32esima giornata con una lezione in più da imparare grazie a quel professore d'Italiano.

Stefano Impallomeni

Una lezione di Italiano che diventa, improvvisamente, un incubo dentro il Sogno. Al “Maradona” niente festa e per il Napoli alla fine tutto resta se non come prima. Anche peggio perché l'Inter rimette muscoli e fiato, assaggiando prospettive di nuovo comando. Lassù la botta vera la prende Spalletti, sconfitto in casa per la quinta volta in questo campionato. Si dirà: episodi, ma chiamali, se vuoi, limiti, se hai la consapevolezza di poter vincere lo scudetto.

È una sconfitta netta, più di quel che dica il risultato. E questa volta, senza dare colpe ai vinti e punzecchiare i demeriti. Accendiamo la luce su questa splendida Fiorentina che ci aveva provato già con l'Inter e c'è riuscita contro il Napoli. Diamo a Italiano quel che è di Italiano. È lui il vero trionfatore. La vittoria della Viola è la notizia della giornata e ha un enorme valore, perché pieno e indiscutibile, al netto di dati che aiutano ma non raccontano mai una certezza assoluta. E la verità è che se la Viola è in giornata, è difficilmente superabile. E spesso risulta essere vincente. Così è stato a Napoli. Partita perfetta, per azioni create e un pensiero unico positivo. Una grande partita per corsa, contrasti, anticipi, gol realizzati e una difesa attiva sul filo del rischio. Una Fiorentina sapiente, coraggiosa e bella. Inedita, provocatoria e reazionaria. Equilibrata e gagliardamente offensiva. In definitiva, tanti modi utili e diversi di fare calcio, racchiusi in un'identità preziosa che trascina soltanto consensi. Italiano, quindi, protagonista assoluto. Non da solo e con i suoi. Con Cabral, Ikoné e Gonzales, i tre moschettieri sfacciati e finalmente decisivi di una squadra che forse, ora, sa quel che vuole in attesa di conferme. Italiano, questa partita, ce l'ha avuta in testa per tutta la settimana ed è stato premiato. La voleva vincere e l'ha vinta, negandosi compromessi che potevano accontentarlo dopo il pareggio subito, dal minuto 65 in poi quando ogni cosa sembrava perduta. Mentalità, qualità e colpi, tutti dentro la voglia di marcare l'impresa. Alla fine è una tappa che rischia di appannare il Sogno azzurro del Napoli e rilanciare le ambizioni europee della Fiorentina. Per il resto, poco altro da aggiungere. Spalletti esce con le ossa rotte, come temeva di fare Italiano che, alla vigilia della sfida, in conferenza stampa, aveva avvertito i suoi. Quel timore, il clic di una vittoria eccezionale. Ha ragione Italiano. Il timore di perdere, a volte, è più importante della sicurezza di vincere. Questa la morale del pomeriggio della 32esima giornata con una lezione in più da imparare grazie a quel professore d'Italiano.