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L’Appunto

ROME, ITALY - MARCH 20: AS Roma coach Josè Mourinho during the Serie A match between AS Roma and SS Lazio at Stadio Olimpico on March 20, 2022 in Rome, Italy. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Roma Capoccia dall'inizio alla fine, con due partite in una e con Mou che sbanca il derby da dominatore.

Stefano Impallomeni

Roma Capoccia dall'inizio alla fine, con due partite in una e con Mou che sbanca il derby da dominatore. Il portoghese, atteso al varco, non fallisce l'appuntamento. Onda giallorossa nel primo tempo, aggressiva e concentrata, sempre in avanti, determinata nel volere i gol della rotonda differenza e nel non concedere nulla, poi nella ripresa perlopiù in gestione, brava a chiudere varchi e corridoi mai trovati da una Lazio colpita a freddo e battuta nettamente in ogni zona del campo.

Il 3-0 è fedele allo svolgimento dei temi. Tutto e niente, nel fisico, nella corsa, nella voglia, nella tecnica, nella strategia, nel piano gara, nelle scelte, e specialmente nella mentalità. Tanta Roma e Lazio assente, ma perché la Roma ha saputo vivere oltre che esistere. È questo il vero merito dei giallorossi che hanno scritto la storia di una partita nata bene e fatta crescere meglio. È stato il derby di Mou, che lascia in panchina Zaniolo (scelta condivisibile e coraggiosa), di Abraham, ma soprattutto di Pellegrini autorevole e a tutto campo, punizione magistrale a parte. È stato il derby perfetto in una stagione in altalena. Perfetto per una squadra capace di fare tutto bene, buttando via in una notte gli scheletri di una fase offensiva arida e le ansie difensive che ne avevano frenato spesso gli slanci e limitato le ambizioni. Se la Roma è questa, la Conference League può essere un obiettivo concreto.

Ora la domanda è: perché la Roma non gioca sempre così? Domanda alla quale resta difficile rispondere, ma ci proviamo. Per ora è così. Derby a parte, la Roma è una buona squadra, discontinua nella testa e in difficoltà nel sacrificio di trasformare l'eccezione nella norma. A questa squadra mancano prove stabili, la normalità di vittorie consecutive importanti che potrebbero lanciarla in un'altra dimensione. La Roma è sulla buona strada. Ci sta provando, non perde da 9 partite in campionato, nel girone di ritorno è quarta. Ci sono miglioramenti, in attesa di verifiche. Il quinto posto finale sarebbe un buon punto di ripartenza.

Quanto al crollo della Lazio, può capitare di andare a vuoto. Ma non è la prima volta che capitano questi tipi di no contest. A Verona e a Bologna, ad esempio, rovesci simili a scena muta. Se è un piccolo o grande allarme per Sarri lo sapremo tra due settimane, ma c'è un margine per risollevarsi, perché le soste aiutano di solito chi deve capire cosa sta sbagliando e perché. Anche qui meglio attendere. La corsa al quinto posto con Roma, Atalanta e Fiorentina è più aperta che mai, anche se perdere in questo modo un derby può lasciare strascichi e alimentare dubbi.