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L’Appunto

ROME, ITALY - JANUARY 09: AS Roma coach Josè Mourinho during the Serie A match between AS Roma v Juventus at Stadio Olimpico on January 09, 2022 in Rome, Italy. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Mourinho e Sarri, insomma, battono un colpo e si avvicinano al derby (della svolta o della ricaduta), tra due settimane, trovando i rispettivi stili, perché nelle ultime uscite c'è molto di loro.

Stefano Impallomeni

C'è un'altra Europa che non si sa bene cosa sarà, in cui ci registrano risposte interessanti e dove questa volta il botta e risposta potrebbe scrivere scenari impensabili. Gli equilibri sono sottili, come i rilanci improvvisi e voluti con grande determinazione. I punti, in coda a questo sabato appena passato, sono davvero pesanti per chi avrebbe dovuto lanciare un messaggio chiaro al proprio cammino e ai propri tifosi. Non è finita, finché non è finita, si dice. Ebbene, ci si prova grazie al colpo di reni da parte di Roma e Lazio, che è abbastanza convincente e per nulla casuale.

Mou castiga Gasp con una strategia impeccabile. Sacrificio, transizioni fastidiose e Atalanta colpita al momento giusto in una partita solida, giocata da squadra vera, sofferta e letta bene fino in fondo. La squadra di Mourinho sembra essere tornata quella di inizio stagione, grazie soprattutto alla spinta di un pubblico impressionante e debordante di passione. In questo clima, la Roma si sublima e non vince per episodi, ma per voglia di affermazione chiudendo varchi, spedendo la Dea dove voleva, limitandola e mettendola in difficoltà nel lungo degli spazi che ha saputo conquistarsi a campo aperto. La negazione della profondità all’Atalanta produce il via libera verso fughe di rottura utili e proficue. Vittoria eccezionale che nobilita il morale e prepara chissà quali prospettive. Botta di vita.

A Cagliari, la risposta biancoceleste non è da meno. Va in scena un monologo basato su trame di gioco brillanti. Lazio dominante fin dalle prime battute, con tecnica e agonismo apprezzabili. Poi è una distensione verso una differenza netta, indiscutibile e molto rotonda, tra tocchi sopraffini e slalom talentuosi. Due modi diversi ed efficaci di vincere. Mourinho e Sarri, insomma, battono un colpo e si avvicinano al derby (della svolta o della ricaduta), tra due settimane, trovando i rispettivi stili, perché nelle ultime uscite c'è molto di loro, delle loro filosofie di gioco, del loro modo di intendere e fare calcio. In molti li hanno forse frettolosamente definiti le delusioni di questo campionato in relazione a un rendimento fin qui non del tutto soddisfacente. Può essere, ma un un dubbio sorge spontaneo. Ad oggi, siamo così certi che altri al posto loro avrebbero fatto di meglio?