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Di Stefano Impallomeni. La storia di Rafa che si fa sempre più Nadal è qualcosa di unico che sfora ogni tipo di retorica

Stefano Impallomeni

L'apice, quando tutto sembrava concluso, difficile da raggiungere. La storia di Rafa che si fa sempre più Nadal è qualcosa di unico che sfora ogni tipo di retorica. La sua vittoria a Melbourne, in rimonta, è avvincente, lunga, faticosa, forte, resistente ed entra prepotentemente nella letteratura dello sport restituendoci una misura di grandezza giusta, perlopiù autentica, densa di epica, solita degli eroi. Perché Nadal combatte contro i suoi pochi limiti, principalmente legati alla carta d'identità elargendo sbuffi di potenza e strategia, un campionario rinnovato di colpi, tipo un back corto difficilmente spiegabile da effettuare e soprattutto da capire anche per il pur bravo Medved. Nadal, insomma, supera prima sé stesso e dopo il resto dell’élite del tennis mondiale. Il vecchio Nadal batte il primo Nadal, poi dopo Djokovic e Federer, che in una lettera straordinaria rende onore all'amico-avversario di tante battaglie. È un fatto eccezionale che va oltre l'impresa, un successo pesantissimo. Che va oltre l'età, oltre un talento impregnato di abnegazione pura e volontà unici. E oltre il suo mito che si materializza agli Australian Open dopo aver centrato il suo ventunesimo Slam in carriera, il primo tennista a riuscire in questa impresa. Nadal è in fin dei conti una splendida rappresentazione dell'allenamento duro che migliora il dono del tocco, la classe, la rendita di un talento. Il suo tennis è tutto suo, inimitabile: fatica mentale e concentrazione verso una danza di nervi da tenere saldi fino in fondo. Contro di lui sai quando inizi, ma non sai se alla fine riesci a resistergli. Il tennis dello spagnolo ti porta in giro, ti fa illudere, per poi nelle ore, nei set, portarti allo sfinimento grazie a un florilegio di magie, di continue risalite e di utili manie. Il suo è un tennis fatto di tempi e di colpi, di una lotta continua che alla fine perdi. Sant'Agostino, a proposito del tempo, sosteneva che non esiste un passato e un futuro, ma soltanto un presente. E il presente del presente è appunto Nadal, ossia la visione diretta di un fenomeno irripetibile. Un fenomeno senza fine, dove la forza motrice dei suoi successi è la sua enorme volontà. Quella di primeggiare il più a lungo possibile: oltre il suo mito, con una dedizione incredibile.