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L’Appunto

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. L'Atalanta dà l'esempio, al di là dei risultati conseguiti e di quello che ha saputo dimostrare in questi anni. Se Gasp dopo aver blindato il suo contratto, blinda anche la difesa, ogni sogno è possibile.

Stefano Impallomeni

Stabilità e continuità, le parole d'ordine. L'Atalanta dà l'esempio, al di là dei risultati conseguiti e di quello che ha saputo dimostrare in questi anni. La fenomenologia bergamasca non sembra accusare flessioni. Realtà unica e ripetitiva, perché si identifica nel suo modo di proporre calcio, scovare giocatori funzionali e perché no crescere giovani talenti. Percassi, Marino e Gasperini, la triade che si incastra alla perfezione. Team raro che produce una logica, un insieme di vedute simili. All'Atalanta, insomma, non c'è nessuno che la pensa diversamente da Gasp, che resterà fino al 2024, con opzione sino al 2025 e forse fin quando lo vorrà. Un club che ha saputo sgonfiare un totem come il Papu Gomez non è un club qualsiasi. E Percassi lo certifica, in controtendenza con il resto di altre programmazioni, spesso dettate da colpi d'umore o basate da sensazionalismi chissà quanto convinti e voluti, alla resa dei conti, a furor di popolo. La Dea rinsalda le sue ambizioni e se lo può permettere anche perché non ha molte pressioni rispetto a club più blasonati. Si sogna e si gioca, gara dopo gara, ma niente di più. Fa bene Gasp a spegnere gli entusiasmi. Di scudetto non serve parlarne, perché soltanto una cosa conterà nella realtà di una provincia che vuole essere una nuova metropoli del nostro calcio: ossia il campo. Vincere con continuità, fare risultati anche non pieni, magari non cercando sempre di sommergere gli avversari, dovrà essere la nuova via da seguire da parte di questa Atalanta che se prima ci ha scioccati ora però ci deve dimostrare di saper vincere veramente qualcosa. La Champions onorata, le grandi imprese restano, ma nella storia si entra centrando successi, trofei e non piazzamenti. E forse da qui potrebbe ripartire una fase diversa del fenomeno. Meno bello, più equilibrato, rinforzato in mentalità e gestione delle partite. Le ultime due con Juventus e Venezia, seppur diverse, evidenziano uno sforzo nel non concedere tante azioni agli avversari. Nessun gol subito, ma sempre la sensazione di poterlo prendere da un momento all'altro. Obiettivo principale, dunque, non più stupire con effetti speciali e darsi una registrata lì dietro. Date un'occhiata ai numeri delle ultime due stagioni. Due incredibili fotocopie di vittorie, pareggi e sconfitte. Stesso punteggio, 78 punti, con il miglior attacco e la quinta migliore difesa del campionato: la media fa il terzo posto. Ecco, un attacco da scudetto e una difesa da Europa League racconta in sintesi la Dea, che anche in questo campionato sta dimostrando la tendenza tra virtù e vizi. C'è un prossimo step per l'ultimo salto di qualità: sistemare la difesa. Se Gasp, e lo sa bene, dopo aver blindato il suo contratto, blinda anche la difesa, ogni sogno sarà possibile.