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L’Appunto

LONDON, ENGLAND - JULY 11: Leonardo Bonucci and Giorgio Chiellini of Italy celebrate following their team's victory in the UEFA Euro 2020 Championship Final between Italy and England at Wembley Stadium on July 11, 2021 in London, England. (Photo by Andy Rain - Pool/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. All or Nothing. Tutto o niente. Servirà un'impresa stile Wembley, in trasferta come nello scorso luglio. Basta ricordarsi da dove siamo partiti e come ci siamo arrivati

Stefano Impallomeni

Come le serie che stanno incuriosendo la maggior parte dei tifosi. All or Nothing. Tutto o niente. Manchester City, Tottenham, Juventus e chissà se presto altri club, lì nel mezzo di una stagione, a svelarci i dettagli, i segreti, le personalità dei giocatori e non solo. Un grande fratello a scoppio ritardato, anche questo è il nuovo football. Una realtà raccontata in uno show, senza filtri, così com'è. Dentro lo spogliatoio a sentire cosa è stato, come e perché. Chi parla e chi ascolta. Intendimenti, strategie, pensieri, il privato che diventa pubblico. Le partite vissute, immaginate, non vinte quando si pensava di poterlo fare e le gioie, le gag, le confidenze.

Tutto o niente. Lo sfogo di Bonucci, quello di Ronaldo nella stagione della Juventus oppure il Mourinho, di sempre, al Tottenham in veste di motivatore, che non delude le aspettative su come uno possa immaginarlo sentendolo da fuori. Dalla celebre serie di "Campioni" con Ciccio Graziani protagonista a uno scenario professionista dove in azione ci sono i giocatori veri, affermati.

È il caso da dire All or Nothing anche per l'Italia già vista all'opera durante il ritiro prima della cavalcata europea culminata nella notte di Wembley. In Tv, a Coverciano abbiamo scoperto abbastanza dietro le quinte, in anteprima. Tutta la filiera di sforzi che ci aveva portato un trionfo e ora a marzo altri due obbligatori per andare in Qatar e non sprofondare nel niente. Prima la Macedonia del Nord da affrontare in casa, poi il Portogallo o la Turchia in una probabile finale, quest'ultima da giocarsi fuori casa. Non sarà affatto facile. Al primo stop neanche ci vogliamo pensare. Poi, di certo, servirà un'impresa stile Wembley, in trasferta come nello scorso luglio. Basta ricordarsi da dove siamo partiti e come ci siamo arrivati. E rivedersi quel documentario pre Europeo. Insieme, perché magari aiuta. Non è ancora tutto, ma carichiamoci così e crediamoci per evitare il niente cosmico.