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L’Appunto

FARO, PORTUGAL - JULY 20: LOSC Lille goalkeeper Mike Maignan from France during the match between FC Porto v LOSC Lille for Algarve Football Cup 2018 at Estadio do Algarve on July 20, 2018 in Faro, Portugal. (Photo by Carlos Rodrigues/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Maignan, dalla testa ai piedi. Il rossonero può essere la nuova attrazione di un campionato in cui i portieri faticano a giocare con i piedi, tra rinvii scalcinati e passaggi da incubo. Lui invece lo sa fare alla grande.

Stefano Impallomeni

Sei anni al Lille, con uno scudetto appena conquistato, e nato a La Cayenne, a due passi dall'isola del Diavolo: non poteva che finire al Milan. Anche per questo, Mike Maignan non è un tipo facilmente impressionabile, lì pronto a sbalordire non soltanto con le mani. È lui il man of the match del lunedì, del Posticipo in senso stretto. Dalla Francia all'Italia per il volo più impegnativo, ossia l'eredità ingombrante lasciatagli da Gigione Donnarumma, sbarcato a Parigi nel PSG dei sogni.

A vederlo all'opera, alla sua prima vera, i tifosi rossoneri possono stare tranquilli. Maignan ci sa fare, anche se non sarà sempre domenica o, meglio in questo caso, lunedì. Ora però lasciamo da parte i paragoni e tuffiamoci nelle sue caratteristiche. Mike Maignan si diverte un pochino troppo, prendendosi l'area con grande disinvoltura, ma non è un portiere qualsiasi e si vede. Ha mezzi notevoli, grande personalità e sa guidare la difesa. Mike però è soprattutto altro, perché non disdegna la spettacolarizzazione, avanzando oltre il suo limite, con una calma troppo calma, che potrebbe far venire i brividi a chiunque.

Per questo, potrebbe essere lui la nuova attrazione di un campionato in cui i portieri faticano a giocare con i piedi. Ne vediamo tante, con rinvii scalcinati e passaggi da incubo. Maignan, invece, lo sa fare alla grande. Oltre ad essere potente, fisicamente roccioso, con riflessi da pantera e una forza esplosiva ragguardevole, ha proprio nella tecnica dei suoi piedi il suo punto di forza. Piedi eccezionali, capaci di disegnare traiettorie precise che hanno sempre un motivo, oltre che un senso. I suoi missili a Genova contro la Samp per Leao, di destro e, in talune occasioni anche di sinistro, hanno illuminato la scena. Palloni a lunga gittata, precisi, che rappresentano una variante interessante, per nulla banale, al già collaudato gioco di Pioli. La "variante Maignan" potrebbe segnare la stagione rossonera con squarci tecnici e di livello dal basso. Un salto di gioco utile e non un salto nel buio, grazie ai suoi piedi e al suo passato, seppur breve, di centrocampista.