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L’Appunto

GENOA, ITALY - NOVEMBER 21: Felix Afena of Roma (R) celebrates with his team-mate Edoardo Bove after scoring his second goal during the Serie A match between Genoa CFC and AS Roma at Stadio Luigi Ferraris on November 21, 2021 in Genoa, Italy. (Photo by Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Felix vive la sua serata da sogno. Lo si consideri, da oggi, a tutti gli effetti una soluzione in più non come mossa della disperazione, ma come mossa della soluzione.

Stefano Impallomeni

Felix Afena Gyan vola in alto tra i grandi e marca da veterano, vivendo la sua serata da sogno. È lui che merita la copertina della giornata. Senza dubbio, ma senza esaltazioni eccessive, perché siamo soltanto agli inizi. La doppietta che mette a segno sembra però essere da predestinato. Bella pesante, talentuosa in cui si nota non soltanto la tecnica ma una personalità non comune. Preciso nel primo gol su assist di Mkhitaryan, assolutamente straordinario nel secondo, dopo averlo tirato fuori dal cilindro come un prestigiatore consumato. Tiro secco e imparabile, da lontano, cercato e per nulla casuale.

Il ragazzino diventa, dunque, il piccolo eroe di Mou e di una Roma attenta alle proprie risorse, in barba alle carte d'identità, a carriere significative e a una sbagliata mentalità, molto nostrana, di voler aspettare chissà che cosa per buttare nella mischia chi se lo merita e chi dimostra di saperci fare. A Mourinho il merito maggiore di farcelo scoprire e di saperlo gestire. Con il tempo giusto, aspettandone un altro più decisivo per costruire qualcosa di vincente e di più continuo. Mou ci vede ancora benissimo e non perde l'abitudine del rischio calcolato, segno dei grandi allenatori. Perché è suo il coraggio di crederci, di metterlo in campo non come mossa della disperazione, ma come mossa della soluzione. Non è la prima volta che lo fa con lui e non sarà l'ultima. E non è un caso che sia stato lui, Felix, con due giocate straordinarie e velocità, a cambiare una partita monotona, dai ritmi lenti, dominata dalla Roma. Una partita che sembrava adagiarsi in un nulla di fatto e il che avrebbe avuto il sapore della beffa. E invece, in pochi minuti, ecco il tutto, la ripresa di una vivacità perduta, la vittoria con due acuti scacciacrisi, arrivati dall'ultimo del gruppo. Mou serve la lezione. A buon intenditor, poche parole. Il portoghese non conosce confini, sbarrandoli al contrario a chi pensa di sapere già tutto, non sapendo ancora molto. La storia di Felix ci offre altre riflessioni, oltre a raccontare il suo record assoluto, mai raggiunto in fatto di gol realizzati da un 2003 in serie A e per giunta con una doppietta. La vittoria all'insegna di "Felix Mou" non è soltanto il mezzo per aver ritrovato il sorriso e l'autostima, ma anche il modo di scuotere coscienze presuntuose negative. Il ragazzino porta nuova linfa e dà nuova freschezza in un momento difficile. Ora, calma. Super Felix non si esalti troppo, la strada è lunga, ma si consideri, da oggi, a tutti gli effetti una soluzione in più: integrato perfettamente e consapevole di essere già importante. Mou, in attesa del mercato, sta sul pezzo e si rigenera dal vivaio, da prodotti interni, molto utili che serviranno in una stagione impegnativa. Felix con i suoi gol ha ridato un senso alla stagione della Roma, ma lasciamolo crescere in pace. Così libero e felice di inventare e di sbagliare ancora, altrimenti non sarebbe più lui. A Mou il compito di farcelo vedere o rivedere, a seconda delle circostanze. A Genova, ad esempio, in quel contesto, serviva eccome. Come il pane. Ma soltanto Mou lo aveva capito. Ben fatto.