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L’Appunto

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Di Stefano Impallomeni. L'Inter con Lukaku è un'altra squadra, meno laboriosa e più sintetica. La Lazio ha trovato una solidità difensiva, ma perde smalto negli ultimi metri. Berardi, un fenomeno che è mezzo Sassuolo

Stefano Impallomeni

Un passo avanti con più velocità e ritmo, aspettando sabato prossimo la Lazio che appare diversa e più solida dello scorso anno. Inzaghi col rebus Gosens (Dimarco al suo posto) fa scelte sane e utili, ottenendo buone risposte da un'Inter che si apre e si chiude come una piovra capace di soffocare lo Spezia in ogni zona del campo. Continuità e tecnica, con piani gara diversi, insomma, una squadra in crescita soprattutto nella ricerca del gol e nella serenità di giocare senza nervosismi di sorta. I tentacoli nerazzurri sono inesorabili.

Con Lukaku è un'altra Inter

L'attacco è il pezzo forte della casa, con la Lu-La in evidenza. La rete di Lautaro Martinez simboleggia l'intesa ed è un gioiello. L'argentino segna alla Totti con un drop di sinistro sensazionale, potente e preciso, concludendo un'azione "diversa" dalle solite, iniziata da Barella e rifinita di testa da Lukaku, senza dubbio l'uomo che sposta gli equilibri fisici in avanti. Con il belga è un'altra squadra, capace di avere una verticalità differente dal passato, meno laboriosa e maggiormente sintetica. Si va dritti al dunque, alla questione, sebbene rimanga ancora il cruccio di non realizzare quanto prodotto. L'Inter dimostra di avere qualcosa in più con Lukaku, che rappresenta un peso specifico più consistente e rassicurante oltre i gol che può garantire. Che si crei ai lati del campo o per via centrali sai che c'è lui, sponda o stoccatore fa la stessa differenza. Lukaku è già un punto di riferimento irrinunciabile per una squadra che deve ancora limare e reggere le pressioni quando si tratta di difendere e forse lo capiremo meglio, appunto, contro la Lazio che a Torino si fa rispettare sfiorando la vittoria.

Lazio solida dietro, ma Immobile è più solo

Sarri parla di solidità e ha ragione, perché è una Lazio che si sforza e si applica nel non concedere troppo. Nel totale della sfida con il Torino si conta la prestazione ispirata di Milinkovic-Savic, che però è il fratello di Sergej, apparso ancora lontano dalla migliore condizione. Il portiere del Toro fa la differenza sui tentativi di Marusic e Immobile, parando la vittoria della Lazio che deve sciogliere i dubbi su chi dovrà assicurare migliore assistenza ad Immobile, sempre sul pezzo ma paradossalmente meno legato ai compagni di reparto, più lontano dalla zona creativa della fase offensiva. Un po' strano per una squadra capace di aver chiuso la scorsa stagione con il secondo migliore attacco del campionato. Zaccagni e Felipe Anderson sono esemplari nell'applicazione della fase difensiva, ma faticano a liberare gli estri della loro ragion d'essere. Entrambi perdono contatto e metri quando si tratta di incidere e saltare l'uomo lì davanti. Ed è un fattore da considerare in un equilibrio complessivo, che però resta la nota positiva del lavoro di Sarri. In definitiva, la Lazio conquista una fase difensiva importante e riduce la quantità industriale di azioni da rete che creava. Infine, doverosa annotazione sul gol di Berardi che col suo tiro al volo, davvero eccezionale, regala la prima vittoria al Sassuolo. È curioso che uno come lui non abbia avuto opportunità diverse, una squadra più ambiziosa per sapere cosa veramente possa essere lontano dall'Emilia. Vanno via Scamacca e Raspadori a suon di milioni, ma è Berardi il vero fenomeno che è mezzo "Sasol".