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L’Appunto

TURIN, ITALY - MAY 27: Massimiliano Allegri during the 'Partita Del Cuore' Charity Match at Allianz Stadium on May 27, 2019 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. È un campionato aperto e convulso, in cui i vicoli sicuri diventano improvvisamente ciechi. Per tutti. Pazienza e niente disfattismo.

Stefano Impallomeni

L'ammissione di colpa da parte di Allegri, che dice di aver sbagliato i cambi, è la fotografia dello stato attuale della Juventus, a cui manca un po' di tutto e, soprattutto, la vittoria. Con il Milan si cerca di rimediare, si gioca a tratti bene, ma non si ha ragione sul risultato. Si fatica a fare la differenza, a reggere il tempo. I bianconeri hanno smarrito le radici del dominio, non sapendo più cogliere i momenti chiave. È presto per sapere e per sgolarsi. È un campionato aperto e convulso, in cui i vicoli sicuri diventano improvvisamente ciechi. Per tutti. Pazienza e niente disfattismo.

Come a Verona, dove non ci sono drammi shakespeariani da raccontare, ma semmai divertenti scene da segnalare. Mourinho accetta la sconfitta e il fatto curioso su cui ci soffermiamo è il "pizzino" consegnato dal portoghese a Mayoral al suo ingresso in campo per farlo leggere a Pellegrini. Motivo: la nuova disposizione tattica della squadra. Da vecchi metodi a ipotesi suggestive. Nagelsmann, allenatore del Bayern Monaco, apre alla possibilità di poter avere almeno il capitano collegato con auricolare, stile NFL, per ricevere comunicazioni costanti dal proprio allenatore durante la partita. Oltre la Var, ci sarà di più? Vedremo, ma la proposta non è da escludere a priori e sicuramente fa discutere. 

Lui non parla ancora bene l'italiano, ma fa parlare bene il campo. Si chiama Dumfries, l'olandesino volante, che rulla allunghi e assist dalla fascia. Nel frattempo in Francia Hakimi sostituisce Messi nel Psg. I tifosi apprezzano. L'Inter se lo gode. Scintilla utile, che vola come un treno nella vastità di scelte nerazzurre. L'ultimo pensiero va oltremanica. Cristiano Ronaldo segna e vive da reale anche in Inghilterra, nonostante le pecore nella sua super villa gli abbiano disturbato il sonno. Apnee notturne scongiurate e quarta rete in tre partite. Serenità. Il gol è sempre un suo parente stretto, di primo grado. Manchester, sponda United, è ai suoi piedi e in Australia lo applaudono anche per altro. Ha fatto notizia il suo video dedicato a un calciatore di 26 anni finito in coma, dopo una brutale aggressione in una stazione ferroviaria di Perth. In ogni caso, applausi.