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L’Appunto

TURIN, ITALY - OCTOBER 17:  AS Roma head coach Jose Mourinho talks with referee Daniele Orsato during the Serie A match between Juventus and AS Roma at  on October 17, 2021 in Turin, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Alla Juventus basta il minimo sforzo per il massimo dei punti, ma la Roma avrebbe meritato il pareggio. E si discute di un arbitraggio che delude prima di ogni cosa i suoi colleghi, chissà quanto coinvolti

Stefano Impallomeni

Nella quarta vittoria in fila della Juventus in campionato non potevano mancare gli episodi di un nuovo rinascimento. Quegli episodi misti che di solito sono sempre stati segni distintivi in casa bianconera. Dopo derby e Chelsea, si rivince 1-0 contro la Roma, con il classico risultato dei successi che alimentano fiducia e buona mentalità, entrambe apparse ritrovate. Basta il minimo sforzo per il massimo dei punti, senza il talento dei migliori. Non è un caso che De Sciglio risulti il migliore in campo e non è un caso che Allegri abbia chiuso il cancello della sua porta. Sul filo precario dell'equilibrio si fa bottino, aspettando momenti migliori.

L'attesa paga bene alla fine, come l'attenzione umile di tenere un labile vantaggio, senza dimenticare i casi del destino che arrivano puntuali dietro allo svolgimento ordinato e rispettoso di una partita vinta e non pareggiata per un pelo, dopo l'errore di Veretout dal dischetto e dopo le titubanze di Orsato nella valutazione complessiva dell'azione che porta a una sua frettolosa interpretazione. Qui non si discute la vittoria della Juventus, ma il metodo di un arbitro che ignora la regola del vantaggio del gol di Abraham prima dell'assegnazione del rigore. E specialmente si discute su Orsato quando parlotta con Cristante sotto al tunnel prima del rientro per l'inizio del secondo tempo e si esprime sulla impossibilità di dare il vantaggio sul calcio di rigore (la regola recita che si può dare il vantaggio). Orsato fischia il rigore per la Roma prima del gol di Abraham, ma non vede Abraham segnare e a Cristante riferisce di una regola che non c'è. L'imbarazzo è notevole. Alcuni attimi della sfida finiscono nell'assurdo, andati oltre le lunghissime diatribe e oltre la tecnologia, che come al solito serve quando meno serve. Mai come in questo caso invece il Var, con più calma e senza fretta, avrebbe dovuto e potuto spiegare meglio il tutto.

E magari ragguagliarci sulla validità della rete di Abraham per un colpo di mano (accidentale o no, è da vedere, appunto) di Mkhitaryan caduto in area bianconera per l'intervento scomposto di Szczesny. Ecco perché questa volta si discute di un arbitraggio, che delude prima di ogni cosa i suoi colleghi, chissà quanto coinvolti. Orsato avrà modo di riflettere. Capita a tutti di sbagliare e di parlare, perché a un giocatore non si aggiunge "non è colpa mia se avete sbagliato il rigore…". Il resto è nella cronaca. Meglio non parlarne più, ha ragione Mourinho. La Roma avrebbe meritato il pareggio, ha ragione pure Allegri. La Juventus ha fatto il suo come la Roma, che avrebbe meritato di più ma che dovrebbe migliorare in fretta perché il tempo scorre, è un fattore, e negli scontri diretti si fa una fatica terribile. Il Napoli di Spalletti ci dirà a che punto è la situazione.