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L’Appunto

ROME, ITALY - MAY 17:  Juventus FC head coach Massimiliano Allegri and SS Lazio head coach Simone Inzaghi react during the TIM Cup Final match between SS Lazio and Juventus FC at Olimpico Stadium on May 17, 2017 in Rome, Italy.  (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Riparte la corsa, con gli scontri diretti che ci daranno ulteriori indicazioni su situazione scudetto e Champions. Non perdere terreno più che conquistarlo sarà la missione d'attualità, con un arrivederci al ritorno.

Stefano Impallomeni

Riparte la corsa, con gli scontri diretti che ci daranno ulteriori indicazioni su situazione scudetto e Champions. Si dice spesso che questo tipo di confronti possa fare una differenza sostanziale per centrare i rispettivi obiettivi, senza dimenticare la necessità di fare il proprio nel resto del campionato. Ed è opinione diffusa che questi incontri speciali convenga non perderli, piuttosto che vincerli. Può essere così, lettura condivisibile, ma per qualcuno il ritardo è già da colmare in fretta.

Come nel caso della Juventus, attesa dalle sfide con Roma e Inter dopo una falsa partenza che la obbliga ad andare oltre un calcolo di comodo, perché anche due pareggi potrebbero non essere sufficienti per immaginare un rientro almeno per la lotta al titolo. Vertigini anche tra Lazio e Inter, con Inzaghi sottoposto alla prima vera pressione del suo mandato. Discorso diverso per la Roma di Mou, che non ha mai dichiarato di lottare per lo scudetto e che ha un ottobre fitto di esami impegnativi (Juve, Napoli e Milan), con la possibilità di infrangere un complesso significativo, ossia quello che ha visto la Roma mai vincente nei confronti diretti nella passata stagione.

Vincerne almeno uno le darebbe uno slancio importante, forse inedito, sulle proprie ambizioni in un campionato ancora molto equilibrato, dove per ora scatta a ripetizione soltanto il Napoli. La sensazione è che sarà fondamentale tenere le distanze senza cedere di schianto, per poi rivedere certe posizioni. Non perdere terreno più che conquistarlo sarà la missione d'attualità, con un arrivederci al ritorno, quando il calendario asimmetrico e l'ansia da prestazione potrebbero rappresentare fattori non indifferenti.