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L’Appunto

LONDON, ENGLAND - MAY 11:  Manager Roberto Mancini of Manchester City looks dejected in defeat after the FA Cup with Budweiser Final between Manchester City and Wigan Athletic at Wembley Stadium on May 11, 2013 in London, England.  (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. La sconfitta fa male e rende svegli per il futuro perché siamo sempre i campioni d'Europa in carica, ma sarebbe opportuno non pensarci più.

Stefano Impallomeni

Prima o poi doveva capitare. E quel momento è arrivato. Dopo il titolo europeo conquistato e dopo 37 partite senza mai perdere. A Milano vince con merito la Spagna che si giocherà la possibilità di vincere la Nations League contro Belgio o Francia. A noi resta qualche rimpianto, qualche distrazione fatale e la caccia ai 2,5 milioni di euro del terzo posto. Questione di momenti e di episodi. Momenti propizi non sfruttati dopo il primo vantaggio spagnolo con le occasioni sprecate da Bernardeschi e da Insigne, oltre l'episodio centrale che ci inchioda alla rincorsa per un'impresa disperata. L'espulsione di Bonucci nel finale di primo tempo apre, colpevolmente, a un raddoppio mortale (a pochi secondi dalla fine del recupero) da cui poi è stato quasi impossibile risorgere. Il saldo finale lascia amarezza tra occasioni fallite, distrazioni istintive fatali e altri momenti di riflessione, che possono aiutare. La sconfitta fa male e rende svegli per il futuro. Una sconfitta giunta nel momento giusto, malgrado la delusione, perché siamo sempre i campioni d'Europa in carica, ma sarebbe opportuno non pensarci più. Perché meglio essere pancia a terra come nel secondo tempo che a pancia piena come nel primo. E allora, che si riparta dai secondi 45' del Meazza giocati con orgoglio e con un'altra determinazione, in 10 uomini. C'è una qualificazione mondiale da non fallire per andare in Qatar e una Svizzera da levarsi di mezzo. Facciamolo, senza calcolatrici alla mano. Con l'Italia della ripresa, perché questi siamo. E magari facciamolo con scelte più fortunate, con Chiellini, con un centravanti di ruolo, qualunque egli sia e con grande responsabilità, come sappiamo fare. E, soprattutto, facciamolo con l'apporto dei tifosi, perché i fischi a Donnarumma sono da cancellare al più presto, molto di più di questa sconfitta.