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L’Appunto

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Di Stefano Impallomeni. Messi resta e Neymar va a casa. Destini diversi e segnati tra piccoli dettagli, distrazioni fatali, gestioni illogiche, ribaltoni incredibili e portieri protagonisti.

Stefano Impallomeni

Per una manciata di rigori, dopo due partite infinite e non bellissime, Messi resta e Neymar va a casa. Perché in fondo c'era curiosità di vederli uno opposto all'altro in una semifinale che avrebbe avuto più senso nel rispetto della loro storia e delle rispettive nazionali. Niente da fare e difficile che possa esserci un'altra volta.

Neymar, una storia tormentata

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Arrivederci a Parigi, nel Psg. Ed è per Neymar la botta da elaborare. Su di lui una sorta di maledizione dopo aver illuso nei tempi supplementari una Seleçao presuntuosa e superficiale con una invenzione alla Pelé. 77 reti come lui in nazionale e un'opera d'arte che sarà lasciata in eredità per gli archivi. Un gol nel buio di una delusione completa. Un gesto inutile che non è stato sufficiente contro la Croazia, regina dei rigori: 4 volte dal dischetto negli ultimi due mondiali, centrando l’approdo a quarti e semifinali dagli undici metri. Neymar e il Mondiale, una storia tormentata. Nessuna semifinale e tanti rimpianti per un campione grandissimo ma mai definitivo.

Messi, ancora in piedi

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Messi, invece, è ancora in piedi e lotta come forse non aveva mai fatto finora. Basta guardarlo negli occhi. C’è la sua voglia di vincere anche nel quasi tragico finale di partita quando l'Olanda recupera vita e speranza. Poi, c’è il destino che vuole cogliere, ai rigori, prendendosi subito il vantaggio, perché i più grandi vanno subito a calciare, facendo il primo calcolo. Messi è diventato un vero leader completo. C'è un altro Leo, più solido mentalmente, e forse uno stellone che veglia su di lui per centrare questo obiettivo che manca nella sua immensa bacheca. Nel frattempo, Messi si porta avanti con il lavoro e fa 10 ai mondiali: 10 reti come Batistuta. Sempre più 10 alla Maradona. Messi resiste e Neymar crolla nello stesso giorno tra lacrime e sorrisi.

Questione di scelte

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Destini diversi e segnati tra piccoli dettagli, distrazioni fatali, gestioni illogiche, ribaltoni incredibili e portieri protagonisti. E dentro o fuori soprattutto per questione di scelte. Scelte sbagliate e giuste nella serie dei calci di rigore, che non sono una lotteria, ma una serie di abilità tecniche, psicologiche e mentali. Tra Messi e Neymar forse è stata questa la differenza. Dare un calcio a un finale grottesco e portarselo dalla propria parte, anche se l'opera d'arte la fa il brasiliano. Una perla nel deserto che Messi vuole esplorare fino in fondo. Alla sua maniera.